Cambiamento o lottizzazione? Indovinello...

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L’Italia è in recessione tecnica anche se la “nuova” Istat si compiace per un lieve recupero dello 0,1 per cento della situazione finanziaria di un Paese in preda alla confusione. Quota 100 svuoterà uffici, ospedali, caserme e questure ma i turn over nel settore pubblico sono bloccati e l’Inps, presto “nuova” anche quella, dovrà sborsare ogni mese per gli assegni somme spaventose con il pericolo di non ricevere altrettanti contributi dai neo-assunti. Intanto il “cambiamento” è arrivato anche alla Consob, nelle mani di uno che teorizzava l’uscita dall’euro, alle Ferrovie, alla Cassa Depositi e Prestiti, alla Rai. Salvini e Di Maio litigano su tutto ma sulla spartizione dei poteri, quelli veri, dello Stato, vanno parecchio d’accordo. C’è un certo Buffagni, grillino, che fa e disfa i vertici delle aziende pubbliche e partecipate. Chi è questo Buffagni? E chi lo sa. La gente non ci fa caso, intenta a seguire le emozionanti vicende di 47 (quarantasette) profughi della Diciotti in mezzo al mare, al varo della legittima difesa che tanto legittima, alla fine, non sembrerebbe proprio o agli slogan deliranti sull"abolizione della povertà" o stregati dall'"anno bellissimo" profetizzato dal Conte-arbitro. Poi il fantastico parkour grillino, ogni giorno una capriola, un avvitamento, una triste sequenza di gaffe istituzionali e quant’altro, come la farsa dei rimborsi dell'"honesta" Giulia Sarti. Quando alzeremo lo sguardo dai bizzarri e spesso comici effetti collaterali del grillismo, ci ritroveremo in un’Italia nelle mani della Casaleggio Associati, dei suoi adepti e di un Salvini sempre più lontano dagli ideali del Centro Destra. Ah, scusate, ma il “cambiamento” non è che...forse...non sia per caso la vecchia e cara “lottizzazione”?

L'EDITORIALE