Campana a morto per la Tav Torino-Lione

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Domandiamoci perchè, nei giorni scorsi, il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, insisteva, con il suo modo bizzarro, di essere "solo un italiano che fa gli interessi del Paese" e dunque non un "partigiano" dei No Tav, a proposito della linea ad alta velocità Torino-Lione in bilico da mesi e nelle mani della commissione costi/benefici (con i tecnici nominati tutti da lui), il cui parere negativo è da mesi il segreto di Pulcinella. Lui, come il sindaco di Torino Chiara Appendino e gli altri big del movimento 5stelle, aspetta "sereno" la sentenza della commissione. Per un semplice motivo: cinque esperti su sei, in questi anni, si sono pronunciati in modo pubblico contro la Tav, in particolare il numero uno prof. Marco Ponti. E lui li ha inseriti nella commissione. Se fosse stato davvero così interessato agli "interessi del Paese", sarebbe stato facile nominare tre tecnici favorevoli e tre contrari, in modo da avere un parere davvero super-partes. Ma i grillini la Tav devono ucciderla, o bloccando subito i lavori o con una lenta eutanasia. Hanno dovuto cedere su Ilva, Tap e Terzo Valico, non possono - politicamente - calare le braghe anche sugli odiati cantieri della Torino-Lione. Sanno di avere contro il sistema industriale, l'Europa, e non solo, anche milioni di semplici cittadini, e dunque hanno scelto la tecnica del rinvio, di una lenta agonia. Quando uscirà il sospirato e scontato No della commissione Toninelli, lui porterà il dossier all'esame del governo francese, e passeranno mesi, poi altra tappa in Europa. E passeranno altri mesi. Le gare d'appalto sono state bloccate su sua iniziativa, con la benedizione della scagurata creatura di Grillenstein, come il Franti di De Amicis nel libro Cuore, il vicepremier Di Maio. I lavori sono fermi, l'occupazione anche. Grillo, il comico ideologo del movimento, assieme a Casaleggio jr, è contrario. Per la Tav suona una campana a morto. A meno che....

L'EDITORIALE