Da 'prima gli italiani' a 'prima la poltrona'. E Travaglio incensa Conte

+ Miei preferiti

Avevamo fatto il fioretto di ignorare le tristi e incomprensibili vicende politiche di questi giorni ma l’intero guardaroba di cappotti e cappottini della Premiata Sartoria Travaglio che ha trasformato il premier a scoppio ritardato Giuseppe Conte in un leader di statura mondiale e universale - ha governato con Salvini 15 mesi, poi, quando gli ha fatto saltare la poltrona, ha scoperto i difetti e la malvagità del suo ex vice-premier -  costituisce un punto di non-ritorno. Fa riflettere la curiosa amnesia del giornalista ridens nei confronti di chi ha avallato le politiche immigratorie, i decreti sicurezza, tutto quello che è passato nella testa della Lega e che gli pure bocciato il suo NO ossessivo alla Tav, facendo ripartire i bandi. La rancorosa dissociazione di un livido Conte sa tanto di vendetta postuma, mentre il professore filo-grillino dava un mesto addio ai G7, ai G20, alla vita glamour di questi mesi. Mattarella lo aveva detto: il potere inebria. Il governo del cambiamento, alla fine, ha cambiato solo il colore della maggioranza, in nome di un caro vecchio slogan: “Prima la poltrona”.

L'EDITORIALE