Ecotassa, il principio del viceversa

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Forse, a bocce ferme, sarebbe stato meglio istituire la figura del “Bonificator”, un professionista che al pari dei “Navigator”, dovrebbe assumersi l’impegno di guidare gli automobilisti nella selva oscura dell’Ecotassa, l’ultima trovata dell’accolita governativa. Capirci qualcosa, come sempre, è difficile: non è retroattiva ma futuribile, nel senso che è destinata a rimanere in vigore, e ad affossare l’intero comparto, fino 31 dicembre del 2021. Ma come tutte le volte in cui lo Stato decide di appioppare una nuova gabella, lo fa mettendoci una certa prescia: va pagata lo stesso giorno dell’immatricolazione, non prima e men che meno dopo. Ma siamo alle solite: non ci hanno capito niente. Pensare di ridurre l’inquinamento tassando le auto nuove è come combattere colesterolo e glicemia vietando la balneazione in tutte le spiagge italiane per allontanare i bomboloni alla crema. Nessuno, accipicchia, che sia riuscito a convincerli che a inquinare sono le auto vecchie, non quelle nuove, e meglio sarebbe stato per i polmoni del pianeta, aiutare chi non può cambiare una Fiat 127 degli anni Settanta non perché faccia radical chic, ma perché non può permettersi altro.

L'EDITORIALE