Fogli di stile

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Siamo ridotti così, costretti a ciucciarci la parabola tardo esistenziale di Riccardo Fogli, naufrago dell’Isola dei Famosi, sacrificato in diretta sperando di dare una scossa ai dati di ascolto. Fogli ha 71 anni, nel 1973 lascia i “Pooh” per tentare la carriera solista, e dopo un curriculum onorevole viene richiamato dalla band per il tour d’addio. Davanti a lui si apre la seconda parte della carriera, ma Fogli si lascia tentare dall’Isola della Marcuzzi, fra l’altro ex nuora di un suo compagno di avventure, Roby Facchinetti. Il resto è storia: Fabrizio Corona gli svela che la moglie, la bella e giovane Karin Trentini, lo cornifica da tempo. È l’inizio di uno psicodramma che esonda, facendo rotolare le teste degli autori, accusati di cinismo: sembra incredibile, ma è la notizia del momento, che sulle pagine dei maggiori quotidiani è poco distante dalla Tav, dal reddito di cittadinanza, dagli anni bellissimi promessi da Conte e quelli pessimi ipotizzati Dall’Ocse. Ancora una volta, lo specchio dell’Italia che per metà si sente in Europa e per l’altra resta un paesotto di sciampiste pettegole. Lei nega, lui si dispera e l’Italia si commuove e si schiera, come fa dai tempi di Coppi e Bartali. Cambiano solo i nomi, ma è lo stesso meccanismo che tiene in piedi il governo: c’è sempre uno che nega, un altro che sbatte i pugni e uno che si dispera, Giuseppe Conte. Che a pensarci bene, nei Pooh non avrebbe sfigurato.

L'EDITORIALE