Gialloverdi: divisi su tutto, uniti dalle poltrone

+ Miei preferiti
Divisi su tutto o quasi. Ma Salvini, che per fortuna questa volta s’è corretto (“Governeremo 4 anni”, in realtà sono “solo” altri 3 anni e 10 mesi, sino a ieri gli anni erano sempre 5, un tuffo al cuore), sembra farsi ancora scudo (speriamo sia una tattica) della disastrosa alleanza giallo-verde. In vista delle Europee, sembrano due partiti uno all’opposizione dell’altro. E ieri la ministra della Difesa, la grillina Emanuela Trenta abbocca a una fake news (unità della nostra marina militare che avrebbero difeso pescherecci italiani da motovedette libiche) , lei che si complimenta con i nostri coraggiosi marinai con un tweet - subito cancellato - mentre il Viminale la attacca e conclude che le Forze Armate "meritano di meglio". Sul Blog delle Stelle arriva un ruvido altolà ("Superata la linea rossa, Trenta non si tocca!") e giù un nuovo attacco al vetriolo contro Salvini. Poi. La Lega vuole di nuovo le Province, la Creatura di Grillo&Casaleggio Associati, lo sciagurato Franti-Di Maio, ribatte: “Si cerchino un altro alleato”. Salvini vuole l’autonomia delle Regioni, i grillini la considerano un tentativo del Nord di danneggiare il Sud; Salvini vuole la Flat Tax, i grillini nicchiano e straparlano di un’altra bella iniezione di assistenzialismo dopo il flop del reddito di cittadinanza; la Lega vuole la Tav, i grillini manco per idea, il direttore dell’house organ del Movimento5stelle, una specie di Pravda, Travaglio, scrive addirittura un ponderoso libro dedicato al No senza mai citare le ragioni del Sì; la Lega parla di “castrazione chimica” per gli stupratori, stranieri e italiani, e i grillini sbarrano la strada; la Lega difende il modello di famiglia tradizionale, i grillini insultano e la criticano; il 25 aprile la Creatura-Zelig che fa (sic) il vice-premier, dopo anni di ambiguità su fascismo e anti-fascismo, è andato ostentatamente a festeggiare con l’Anpi, mentre Salvini era a Corleone per la “liberazione” sì ma dalla mafia, subito messo sotto accusa dai seguaci di Grillo&Casaleggio; sulla crisi venezuelana, la Lega è con Guaidò, M5s con Maduro o tutt’al più “neutrale”, è questo il periodo più nero e confuso della Farnesina; sul caso del sottosegretario Siri indagato per l’inchiesta sull’eolico, emersa per caso a pochi giorni dalle Europee, la Lega - sino a prova contraria della sua innocenza - non vuole che si dimetta; la Creatura e tutto il movimento5s compatti vogliono la sua testa, in nome di una furia manettara a corrente alternata: Raggi e Appendino, entrambe indagate, sono rimaste tranquillamente al loro posto, tanto per dire; a Napoli i racket sparano in strada da decenni ma il presidente della Camera Fico, grillino di sinistra, ora attacca Salvini: “Si dedichi alla sicurezza di Napoli”, dopo l’ennesimo raid in stile Far West. Il premier (si fa per dire) Conte, piazzato sulla poltrona dai grillini, dopo aver tentato di affossare la Tav, vuole imporre le dimissioni a Siri, sempre in linea con la Creatura. E questo è quello sappiamo. Ma non sappiamo cosa avviene dietro le quinte della più sfrontata lottizzazione del potere dalla Dc in poi: Inps, Rai, Istat, Cdp, Consob e altri importanti asset dello Stato sono finiti nelle mani dei grilloleghisti, avidi e ingordi di cariche e poltrone, con la Lega impegnata in un duello continuo, ognuno per piazzare le proprie pedine nei posti-chiave. Chiudiamo con il bizzarro Toninelli, simbolo di un governo che ha perso la bussola. Ricordate la tragedia del ponte di Genova? Ebbene, anche dalla spiaggia dove comunque lavorava “pancia a terra”, Toninelli attaccava i Benetton e Atlantia, voleva cancellare quella società dal mondo. Adesso c’è il problema Alitalia su cui la Creatura in vitro, responsabile del Mit, sì sempre lui, Di Maio, s’è incartato in mille idee senza costrutto. Toninelli ha scoperto che forse, mah, se i Benetton poi entrassero con i loro “soldi insanguinati” in Alitalia, beh, magari, sarebbero appena un po’ meno demoni…giusto per l’occasione. Un incubo.

L'EDITORIALE