Gli italiani di domani, con moderato ottimismo

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È sempre così: ogni generazione spera che quella successiva sia migliore e non cada nei suoi stessi errori. Le celebri colpe dei padri che come macigni ricadono sui figli e via così, in una sequenza infinita di passaggio del testimone che non si risolve mai. Ma coloro che un giorno, molto presto, si troveranno a guidare questo paese, al momento annaspano un po’. Sul capo degli studenti che hanno affrontato l’esame di maturità, qualche momentaneo dubbio aleggia, o meglio, sul loro conto è lecito porsi qualche perplessità: è la scuola che non insegna più come un tempo o sono gli studenti che non riescono più a studiare su un libro fatto di carta? Bella domanda, un po’ come la storia dell’uovo e della gallina. Ma meritano di passare agli annali del Ministero della pubblica istruzione alcuni strafalcioni che hanno fatto sbellicare le commissioni d’esame, probabilmente tradotti in una bocciatura o comunque in un voto necessariamente basso. C’è chi ha definito Gabriele D’Annunzio e Oscar Wilde due estetisti, invece che esteti, e chi ha ribattezzato “carbonara” la società segreta che fra gli iscritti aveva i due Giuseppe, Garibaldi e Mazzini, oltre a Silvio Pellico, Ciro Menotti e Piero Maroncelli: in realtà tutti fedeli alla “carboneria”, che agli iscritti non richiedeva esattamente guanciale e pecorino. Ma è quasi nulla, rispetto ai “Padri ricostituenti” che scrissero la Costituzione italiana e al caso di Luigi Pirandello, autore del celebre “Il fu Mattia Bazar”. Ma il meglio arriva alla fine, con la storia mondiale, infangata da una delle pagine più tristi e dolorose di sempre: la bomba atomica su Hiroshima e Kawasaki. Migliaia di motociclette innocenti sacrificate per niente.

L'EDITORIALE