Hanno sconfitto la dignità

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Gennaio 2022: l’onorevole Di Maio annuncia l’ennesima alleanza del Movimento 5 Stelle, designando come premier incaricato Peppa Pig, dopo la dolorosa rinuncia dell’Orso Yoghi. È l’ultima giravolta dei pentastellati, che hanno trascorso gli ultimi due anni a costruire governi improbabili con chiunque gli si parasse davanti, dalla Lega dello scomodo Salvini al PD del sonnacchioso Zingaretti, a cui sono seguiti – nell’ordine – altrettanti tentativi con Silvio Berlusconi, Casapound, Union Valdoteine Progressiste, il Partito dei Pensionati, il Partito Sardo d’Azione, Südtiroler Volkspartei, le Giovani Marmotte e i Ringo Boys. Un carnet invidiabile, per un movimento che si era presentato agli italiani con l’idea di voler cambiare le cose e il gioco sporco delle alleanze, testardamente convinti che mai e poi mai sarebbero scesi a patti con i partiti che in cinquant’anni hanno rovinato l’Italia. Invece, magia del sapore imperdibile delle poltrone in pelle primo fiore di Montecitorio, sono andati a braccetto con tutti, a destra nonché a manca, senza pietà. Una corsa a perdifiato in cui ogni promessa e quel poco che ancora tenevano come baluardo elettorale, si è sciolto come un ghiacciolo sotto l’ascella a ferragosto. Vabbé, ragazzi, ci avete provato: l’idea di portare la gente - il popolo - nel ventre del palazzo era di per sé una gran cosa. Ma alla fine del girotondo vi siete scoperti italiani, e quando si entra nei gironi del palazzo, l’altra gente finisce per restare fuori. E chi è dentro non vuole più uscire.

L'EDITORIALE