Il copione della disgrazia

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Venezia? Già dimenticata. Il nuovo fronte della sfida politica è la Liguria, massacrata dal maltempo e tagliata fuori dal resto dell’Italia perché adesso tutti temono l’effetto viadotti. Siamo un paese che viene giù, inesorabilmente, e se come tutto il resto del pianeta paghiamo lo scotto dei cambiamenti climatici, noi italiani ci aggiungiamo decenni di incuria, di politiche scellerate, di piani regolatori folli, di tangenti e pizzi che hanno permesso lo scempio del territorio. E non serve più a nulla parlare di partiti e prendersela con qualcuno, perché chiunque arrivi nulla cambia, dai vecchi barbogi ai nuovi statisti. E sarà ancora così, probabilmente anche per i prossimi, tutti pronti alla sfilata in favore di telecamere per dire sempre la stessa frase: “Non sarete lasciati soli”. Mette i brividi sentirla, perché lo sanno tutti che sarà esattamente così: tempo due settimane e di quel viadotto, di una città, di quella frana o dei terremotati che siano, non si ricorderà nessuno, se non chi ci vive e pochi altri coraggiosi. È la sequenza infallibile della tragedia, che da queste parti ha un copione perfetto, messo insieme in anni di disgrazie: cordoglio, promesse, stanziamento di spiccioli e poi via, verso nuove disavventure.

L'EDITORIALE