La mascherina misteriosa

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La psicosi è scoppiata puntuale: temiamo tutti di finire nelle statistiche del coronavirus, in continuo e martellante aggiornamento. E com’era prevedibile, qualche genio si è precipitato nei supermercati per riempire il carrello di cose che – è statistico – quasi certamente butterà dopo la scadenza indicata sulla confezione. Per fortuna, almeno per adesso, l'italico terrore di dover digiunare sembra essersi placato, ma quella che non si ferma è l’incetta di disinfettanti e mascherine. Di quest’ultime non se ne trova più una, dalla Val d’Aosta e Lampedusa: in rete ci sono, ovvio, ma ormai chi ha nel cassetto qualche mascherina FFP2 o FFP3, le uniche veramente efficaci (il resto è scenografia), è convinto di aver raggiunto – finalmente - il treno che passa una sola volta nella vita. Siamo italiani, ci sta, è nella nostra natura di imbonitori e piazzisti, di venditori ambulanti shc spacciano aria e fantasia. Ma la domanda è un’altra: se le mascherine sono scomparse dal commercio, e per strada è onestamente difficile incontrare qualcuno che le indossa, allora dove diavolo sono finite? La gente le usa in casa e la toglie prima di uscire? Mistero.

L'EDITORIALE