Tav, scoppola a Coppola

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Coppola Pierluigi, classe 1972, professore associato presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Impresa dell’Università Roma Tor Vergata, nonché docente al prestigioso “MIT” di Boston. È uno dei 6 autori della famigerata analisi “costi benefici” sulla Tav pubblicata il 12 febbraio scorso dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: o meglio, doveva essere uno dei sei, ma è rimasto l’unico ad essersi rifiutato di mettere la propria firma sul frontespizio della relazione. Chissà perché. Una manchevolezza su cui, a cinque mesi di distanza, è arrivata la vendetta, sotto forma di lettera di licenziamento, con tanto di email Pec firmata – questa volta è certo – da Danilo Toninelli, l’allampanato ministro dei trasporti. A Coppola rimproverano di aver “violato la riservatezza rilasciando interviste non autorizzate e soprattutto resta un’ombra su di lui, in merito al falso contro-dossier con numeri sballati sull’analisi costi-benefici Tav che gli è stato attribuito”. Sarà questo il motivo, ma è certo che il rifiuto di mettere la propria firma su un dossier decisamente di parte, realizzato con “una metodologia non condivisibile”, non è andato giù ai Pentastellati, e ancor di più per la magra figura che porta in dote, visto che l’intera commissione era stata da loro creata su misura per dare risposte da poter vantare, affermando ancora una volta che l’Alta Velocità era la summa dello spreco. E allora, com’è ormai tradizione nell’allegro circo grillino, meglio privarsi del tutto di chi non è d’accordo con la linea del movimento. Dove stia la democrazia in tutto questo non è ben chiaro, ma non è neanche il caso di chiederselo, perché semplicemente non c’è.

L'EDITORIALE