L’altra metà del megafono

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La ricorderemo così, l’estate del 2019, pazza come tutte le altre estati - certo - ma questa volta davvero un po’ di più. A dettare legge, nell’estate gialloverde della quarta Repubblica, non sono i maschietti, a parte l’onnipresente Salvini, che disquisisce su tutto, commenta tutto e minaccia tutto, ma le donne, l’altra metà del megafono. È una donna, anche se giovanissima, Greta Thunberg, la sedicenne svedese che - piaccia o meno - ha finito per diventare un esempio da seguire per migliaia di giovani, e dio solo sa quando i giovani abbiano bisogno di seguire qualcosa che non sia il testo delirante di un trapper. E sempre donne sono le ragazze della Nazionale italiana di calcio, che si sono arrese soltanto davanti alla corazzata olandese dopo una cavalcata entusiasmante. Così brave, compatte e umili da riuscire a non far rimpiangere i colleghi maschietti, in queste settimane impegnati a farsi rimpolpare i contratti. Per poi finire con l’ultima donna, forse la più discussa di tutte: Carola Rakete. La giovane comandante della “Sea Watch 3” che ha sfidato tutto e tutti attraccando a forza a Lampedusa dopo aver urtato pericolosamente una motovedetta della Guardia di Finanza. E giù tutti ta criticarla per la manovra, dimenticando l’unico dettaglio che nemmeno quest’estate, accidenti, riusciremo a cambiare: le donne ormai sanno fare di tutto, ma parcheggiare no.

L'EDITORIALE