Ma quanto sono false le liti Salvini-Di Maio?

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“Ah senti bene Mattè…qui dobbiamo salvare le poltrone… se la Lega ci asfalterà alle Europee e scendiamo sotto il 20 addio governo, addio voli di stato, addio stipendio, addio potere, addio selfie, addio felpe, addio salamelle, addio sceneggiate con le fidanzate sui prati di villa Borghese… l’unico modo per salvarci è che, e sai tu con quanto e grande dispiacere, mi toccherà attaccarti, e fare noi grillini l’opposizione, magari perderai qualcosa tu, ma la tua poltrona è salva, dobbiamo mantenere il 50 per cento dei consensi…”. Il dialogo (immaginario) tra Di Maio-Salvini è di un paio di mesi fa, quando la Creatura di Grillo e Casaleggio era alle prese con sondaggi catastrofici e le legnate nelle elezioni locali. Salvini s’è fatto due conti, ha capito che i creduloni di sinistra che hanno votato in massa il 4 marzo per i pentastellati erano spaventati da crocifissi, sovranismo, migranti abbandonati in mare, inchieste giudiziarie arrivate puntuali come un treno svizzero, continui scontri di piazza con gli amici dei centri sociali (vero Fico?), e ha scelto un atteggiamento “zen”, rinunciando di fatto a difendersi per salvare il bulletto di Pomigliano, tradito dai "sinistri", da un disastro che avrebbe affossato il governo giallo-verde. Di Maio lo insulta infatti da settimane tutti i giorni, Conte (il premier scelto dai grillini, mai dimenticarlo) tenta di fare il premier appoggiando tutte le corbellerie dei grillini, dal No alla Tav alla furia manettara a senso unico, la componente grillina idem, in un crescendo di contumelie surreali, visto che sarebbero alleati. Bene. La strategia funziona. Il calo dei consensi M5S s’è fermato con sensibili segnali di recupero. Il PD e il resto dell’opposizione s’è visto sottrarre il ruolo del contendente, idem le altri componenti del centro destra. Perché l’oppositore di Salvini è diventato Di Maio. Lunedì, salvate le amate poltrone - con l’Italia dai conti sempre disastrosi - faranno e pace e riprenderanno serafici la spaventosa lottizzazione delle cariche ancora da dividersi, su cui - guarda caso - non c'è mai una lite. La Tav finirà in archivio, uccisa in modo soft, continueranno i deliranti programmi economici di due forze populiste nel senso più deteriore del termine, con lo scopo dichiarato di infliggere la loro presenza agli italiani per altri 3 anni e nove mesi. Speriamo non sia vero. Speriamo che la componente vicina al centro destra della Lega si ribelli. Speriamo che il Nord industriale non cada nella trappola. Speriamo che gli italiani intuiscano che Di-Maio Zelig, un trasformista pronto ad assomigliare a chiunque gli possa servire per conservare il potere in primis per sé, e poi per quella massa di furbi che lo circondano, è il simbolo vivente della rovina del Paese. Per tutti gli italiani, e non solo per loro.

(video da la 9tv)

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