Potere ai comici

+ Miei preferiti
Fratelli e amici che ascoltate dall’Ucraina, complimenti. Anche a voi, dopo l’Italì, tocca vivere la curiosa esperienza di un comico che ha scelto di saltare la barricata entrando in politica. Volodymyr Zelensky è un tizio simpatico assai, certo, ma senza alcuna esperienza, se non quella di dare addosso da anni alla classe politica con battute sempre più sagaci e taglienti. Fin quando si è accorto che la gente non solo apprezzava, ma era disposta perfino a seguirlo. È successo anche a noi – l’avrete saputo - con un tizio dalla battuta facile che anni fa aveva iniziato con i “Vaffa Day”, e tutti ridevano, per poi scegliere di restare in disparte, plasmando nel chiuso dell’azienda – la Casaleggio Associati – degli avatar da sparpagliare ovunque fosse possibile, da Montecitorio alle partecipate comunali. Chiedete a noi cosa vi aspetta adesso in Ucraina? Nulla di che, tranquilli. Probabilmente vi riempiranno di parole e di promesse, faranno confusione su tutto, collezioneranno caricatori di gaffes e saranno pronti a ritrattare quanto affermato 15 secondi prima. La regola è una sola, ricordatela: è sempre e comunque colpa degli altri. Un po’ come i mariti che negano l’evidenza anche se la moglie li becca con un tanga in testa e l’amante nel letto. Ma state tranquilli, se fanno una promessa, allora quella la mantengono: in Italia avevano incantato le masse promettendo a gratis soldi, denaro fresco e spendibile. La maggior parte degli italiani – quelli che hanno assistito sgomenti allo spettacolo alla magica moltiplicazione dei fondi, chiedendosi per quale motivo dovevano continuare a svegliarsi ogni mattina per andare al lavoro - sanno bene che toccherà a loro ripagare i conti che non tornano. Ma questo a chi decide dalle nostre parti non importa: sono comici, mica politici.

L'EDITORIALE