Raggi indagata, il travaglio di Travaglio

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Il capo-ombra della comunicazione grillina, Marco Travaglio, stamane ha un problema. Un serio problema. Secondo Repubblica e Corriere, la sua amatissima e candida sindaca di Roma, Virginia Raggi, è di nuovo iscritta nel registro degli indagati. Non avrebbe partecipato intenzionalmente a una seduta del Consiglio Comunale per favorire una delibera favorevole al ras dello stadio, il pluri-indagato Parnasi. Il pm aveva chiesto l’archiviazione, il gip ha disposto nuove indagini e la conseguente imputazione coatta. Noi, che siamo garantisti, siamo in attesa che il fascicolo si chiuda in qualche modo. Essere liberi vuol dire non godere delle disgrazie altrui, non compiacersi di un uomo di 72 anni in prigione (Formigoni) sì per gravi reati ma ora di certo incapace di ricommetterli. Uno Stato forte si potrebbe accontentare di una detenzione ai domiciliari, tanto per dire. Ma Travaglio e il club dei manettari che presiede si esaltano di fronte alle sofferenze altrui, se ne fanno un vanto, le rivendicano come una “vittoria”.  Il sottosegretario della Lega Siri, indagato a sua volta, è stato rottamato senza pietà e il grande ministro dei Trasporti, Toninelli, gli ha tolto subito le deleghe, e lo ha invitato a dimettersi seduta stante e a “difendersi da semplice senatore”. Lui professa la sua totale innocenza per la storia dell’eolico. Ci sono indagini in corso. Vedremo. Raggi, ora di nuovo sotto accusa, chissà, magari, potrebbe eseguire il consiglio di Toninelli: dimettersi e difendersi da semplice cittadina. E Travaglio? L’house organ del Movimento5stelle “Il Fatto Quotidiano” manco riporta la notizia, alle ore 8,43. Aspettiamo curiosi. (per la cronaca la notizia su Raggi è comparsa due ore dopo rispetto agli altri media)

L'EDITORIALE