Roma nun fa' la sozza questa sera

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Virginia proprio non ce la fa, quando sente qualcuno – chiunque esso sia – che osa ricordarle quanto Roma faccia letteralmente schifo, reagisce in malo modo. C’è da capirla: erano le stesse cose che la Raggi e i suoi rimproveravano a Ignazio Marino, quello di prima, alla fine scaricato perfino dai suoi perché sì, era vero e inconfutabile: Roma a quei tempi era allo sbando. Ma il problema è che Roma è tutt’ora allo sbando, come ha osato ricordare Matteo Salvini, elencando sporcizia, buche, topi e caos. Piccata e immediata la reazione di Virginia, che liquida acidamente il Matteo alleato dei suoi: “Si occupi della sicurezza”. Non è la prima volta che fra i due volano gli stracci, non sarà l’ultima. Come non è la prima volta che Roma sbaglia a eleggere un sindaco che promette e dimentica nel giro di un amen, solo che ad ogni tornata la città eterna cambia volto, diventando eternamente sozza. Ammetterlo è dura, non l’ha mai fatto nessuno dai tempi di Giulio Cesare in poi, quando ancora la piattaforma Russeau non esisteva e si votava sui cocci di vaso, figuriamoci adesso.

L'EDITORIALE