Salvini, finalmente libero dall'abbraccio mortale M5s

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Non sempre siamo e saremo d’accordo con il vicepremier Matteo Salvini, come è normale in un Paese normale dove il contrasto politico non si fonda sull’odio e sulle fake news. Alcuni aspetti delle sue posizioni sull’immigrazione non ci convincono. Ma nelle ultime settimane c’è stato come un risveglio, uno svincolarsi dall’abbraccio mortale dei Cinque Stelle. Forse è anche merito del "Che Guevara de noantri", Di Battista, che finita la prima serie dei suoi caotici e squinternati reportage sul Sudamerica, di cui sa poco o nulla, a spese dell’house organ del movimento ora nelle salde mani di Casaleggio Jr., è passato direttamente agli insulti nei confronti della Lega. Al centro il No pilotato da una commissione costi/benefici inzeppata dal bizzarro Toninelli di tecnici dichiaratamente No Tav, con la Lega decisa invece a proseguire i lavori e la posizione del governo sul Venezuela. Sintesi: il “Che” grillino (non ce ne voglia il vero Ernesto Che Guevara, il nostro è solo una triste caricatura) spiega che la “neutralità è coraggio”, trascinandosi dietro pure il debole premier Conte. Vuol dire che tra un dittatore come Maduro, che ha trascinato il suo Paese alla rovina, e il presidente ad interim eletto dall’Assemblea Nazionale Juan Guaidò, lui - e pure il capo politico, Di Maio - ha scelto il regime chavista, contro gli Usa e la Ue ma sodale con Putin e la Turchia di Erdogan. Salvini è stato chiaro:"Maduro è fuorilegge, affama, incarcera e tortura il suo popolo. Spero in elezioni libere e democratiche il prima possibile. Sono vicino ai milioni di Italiani, e discendenti Italiani, che vivono, resistono e soffrono in Venezuela”. Al “Che de noantri” non resta che incassare un messaggio privo di insulti ma molto, molto efficace. E chiaro.

L'EDITORIALE