Shoah, il simbolo universale del male

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La Giornata della Memoria, per ricordare il genocidio degli Ebrei nei campi di sterminio nazisti ma anche delle minoranze e delle migliaia di Europei, anche Tedeschi, che si batterono contro il nazifascismo, a qualcuno dà fastidio. Come se volgere lo sguardo al nostro passato (gli Italiani con le vergognose legge razziali del ’38 e con la sostanziale collaborazione della Repubblica di Salò alla logistica della macchina di morte tedesca ebbero purtroppo un ruolo nefasto), fosse una specie di noiosa, annuale, rituale e meccanica incombenza. Come se quanto accadde ad Auschwitz, Belsen, Treblinka, Sobibor e in altri campi alla fine non ci appartenesse. Invece ne dobbiamo sentirci in parte responsabili anche oggi. Quando negli stadi si irride il sacrificio di Anna Frank, quando si dimenticano i Caduti Ebrei nella Resistenza, nel massacro delle Fosse Ardeatine, ovunque è stato ucciso un essere umano colpevole di nulla, solo del suo stato anagrafico o di un’idea diversa. Oggi, nell’era digitale, purtroppo anche tra membri delle forze dell’ordine, il culto perverso del nazismo è diffuso come una piaga, tollerato e condiviso. Noi invece abbiamo nel cuore ogni persona uccisa o lasciata morire nei campi di sterminio e di concentramento, sotto qualsiasi bandiera siano stati realizzati. La Shoah come simbolo di tutto il male e le oppressioni del mondo.

L'EDITORIALE