Sono Razzi amari

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Ad Antonio Razzi, classe 1948, ex deputato della Repubblica Italiana, va riconosciuto un pregio non da poco: è l’unico politico ad aver mai ammesso quello che gli italiani pensano da sempre di chi li governa: sono entrato in politica per i soldi. Nemico giurato dei congiuntivi, natali umilissimi da emigrante, messo in mezzo dalla feroce imitazione di Maurizio Crozza, Razzi è una sorta di eroe moderno, un’icona pop della semplicità popolana passato indenne dai palazzi che contano senza cambiare di neanche un centimetro. Nel tempo, ha lasciato alla gloriosa storia della Repubblica Italiana perle di saggezza come “Senza il vitalizio muoio di fame”, o ancora “I lager non esistono”, “Mi hanno promesso il pagamento del mutuo”, “Berlusconi ha preso il posto di mia mamma” e forse la migliore di tutte: “Kim Jong-un è un moderato”. Ma travolto dai nuovi governanti, Razzi era scomparso dai radar degli italiani, intasati da altri soggetti, e spesso non meno divertenti. Ora, nel fiore dei suoi 71 anni, Razzi Antonio è prossimo a scendere in pista a “Ballando con le Stelle”, il programma danzerin-popolare di Milly Carlucci. Ne siamo più che certi: ballerà come se non ci fosse un domani, dando tutto se stesso, come ha sempre fatto, anche quando da non eletto si è presentato in Senato lasciando ai “poster”  l’ultima perla: “Se sarei matto direi che non mi dispiace”.

L'EDITORIALE