TheGiornalisti e TheRenzisti

+ Miei preferiti
Vabbé, su, dai: è da quando Dio ha inventato la musica e gli uomini i diritti d’autore che le band finiscono per fare a pugni. Partono tutti dai garage con le pezze sulle natiche, per amore della musica, e quando il successo si tramuta in bonifici non c’è più santo che tenga. Eppure, la telenovela del giorno è la polemica scissione dei “TheGiornalisti”, scoppiati ad opera di Tommaso Paradiso a 10 anni e 5 album dalla fondazione. Un addio rumoroso, che addirittura ha rischiato di offuscare quello di Matteo Renzi al PD, anche lui TheScissionista, ma con meno successi da vantare in classifica. In comune, Tommaso Paradiso e Matteo Renzi hanno la voglia di fare TheSolisti: il primo pare per non dividere i proventi della musica con gli altri due, il secondo – al contrario – probabilmente per dividere a piacimento la nuova band al governo. Certo, Paradiso lascia due compagni di viaggio e parte da solo, Renzi invece si porta appresso un’orchestra formata da 40 elementi seggio-dotati. Cosa ne sarà di loro, difficile dirlo: Tommaso Paradiso è la pura normalità della musica, un frontman che è riuscito a imporre il proprio nome, e quando ha capito di aver seminato abbastanza è passato all’incasso. Matteo Renzi è l’esatto contrario: un frontman che aveva imposto se stesso, passato in fretta dai vertici di TheMontecitorio agli ultimi posti delle classifiche di gradimento. La differenza più evidente è che fra i TheGiornalisti volano i ceffoni, e probabilmente la faccenda finirà in mano a TheAvvocati, mentre Renzi se n’è andato assicurando lealtà a TheZingaretti: nient’altro che il remix del celebre “#StaiSereno”, parole e musica di Renzi-Boschi-Bellanova, cantano i “TheItaliaViva”.

L'EDITORIALE