Toninelli, la fake news vivente

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Ammettiamolo, perché è giusto: se Toninelli non ci fosse, bisognerebbe inventarlo. Sotto quell’aria da componente dei fratelli Marx, con lo sguardo a volte perso nel vuoto e altre strabuzzato, si nasconde il vero Paperino della politica italiana. Un uomo talmente d’un pezzo da proclamarsi paladino di cose tipicamente italiane, popolo che pretende il meglio dal prossimo, ma è sempre pronto a fare eccezione per se stesso. Danilo, giusto per dirne una a caso, è uno strenuo difensore dell’ambiente, come tutti gli altri pentastellati, d’altra parte. Ma così tanto da mettere ai primi posti dell’analisi costi e benefici sulla Tav un passaggio cardine: con il buco di Chiomonte perderemmo accise sui carburanti e pedaggi autostradali. Et voilà. Non è il primo ruzzolone, non sarà l’ultimo: lo testimonia un recentissimo servizio per il TG2 motori in compagnia di Maria Leitner. Tranquillo e serafico, alla domanda “che macchina avete in famiglia?”, risponde: “Abbiamo appena comprato una Jeep Compass, diesel”. Cioé, con calma perché c’è posto per tutti: Toninelli Danilo sarebbe, il condizionale è d’obbligo, il ministro dei traporti e delle infrastrutture. Colui che si è battuto perché sul mercato dell’auto italiano arrivasse l’ecotassa, discutibile balzello lanciato per favorire la conversione del parco circolante all’elettrico e azzoppare il mercato dei diesel. E poi? Ogni commento, da qui in poi, diventerebbe superfluo, ogni aggettivo di troppo, ogni pensiero un sospetto, ogni dubbio una diagnosi, ogni smorfia una risata. Forza Danilo, sei la migliore fake news vivente di cui si abbia notizia. Grande.

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