Welcome in Italì

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Dai ragazzi, stiamo su, perché ogni giorno che passa, chi resiste all’idea di scappare a gambe levate dall’Italia ne impara una nuova. Siamo sinceri: dove altro potremmo mai assistere a scenette di comicità così profonda che neanche Checco Zalone riuscirebbe mai a immaginare? Il caso di questi giorni della Lega di Matteo Salvini è emblematico per capire quanto la politica italiana sia storta, sbagliata, arruffata e in mano a gente che non trovando posto a “Zelig” si è riciclata a Montecitorio, da sempre una vera fucina di risate a crepapelle. Dunque, bisogna andarci cauti perché la questione è spinosa assai: la Giunta per le immunità parlamentari era chiamata a votare l’autorizzazione a processare Salvini Matteo per sequestro di persona dopo il caso della nave Gregoretti, a cui fu impedito di sbarcare 116 migranti soccorsi nel Mediterraneo. E qui inizia la commedia: i rappresentati delle forze di governo, che prima avevano dichiarato di essere favorevoli all’autorizzazione, hanno fatto marcia indietro, compatti nella loro consueta confusione. In compenso la Lega stessa, su espressa richiesta di Matteo, ha detto sì, Salvini va processato. Finito? Macché, mettetevi comodi perché arriva il bello: il popolo della Lega ha indetto uno sciopero della fame per protestare contro il voto dato dai propri parlamentari, che a loro volta hanno soltanto obbedito allo stesso Salvini Matteo, a sua volta accusato di aver violato il decreto che lui stesso aveva presentato. Altro che impeachment, altro che Brexit o Megxit, i migliori siamo noi, i campioni del mondo del vecchio e sempre valido trucco politico citato dal presidente americano Harry S. Truman: “Se non riesci a convincerli, confondili”.

L'EDITORIALE