Bitani, il musulmano che combatte il radicalismo nel nome di un unico Dio

| Intervista a Farhad Bitani autore libro "L'ultimo lenzuolo bianco"dedicato all'Afghanistan

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DI GERMANA ZUFFANTI
Parla Farhad Bitani, figlio di un importante generale dei mujaheddin, uno degli uomini più fidati del presidente Karzai, fuggito agli attentati degli estremisti afghani, da un inferno di violenze e di sorprusi scopre tramite piccoli gesti cos'è lo spirito cristiano e l'umanità e cambia cuore. Oggi racconta ai ragazzi ed a chi lo ascolta come dalla guerra possa nascere la speranza, come un musulmano possa convivere col fratello cristiano in nome dello stesso Dio.

 Autore de " L' Ultimo lenzuolo bianco", L' inferno ed il cuore dell' Afghanistan (Guaraldi), con prefazione di Domenico Quirico, figlio di un importante generale dei mujaheddin, uno degli uomini più fidati del presidente Karzai, abbandona la sua vita, fatta di armi al posto dei giocattoli, di urla di dolore di donne lapidate, di teste dei condannati rotolate a terra, di grida di folle invasate dal fondamentalismo in nome di Allah, fatta di privazioni  (niente alcol, musica, televisione) ed arriva in Italia portato dalla famiglia a Roma. Nel 2006 Farhad è ammesso al 188º corso dall'Accademia militare di Modena; completato il biennio in Accademia, si trasferisce a Torino per gli studi superiori presso la Scuola di applicazione e Istituto di studi militari dell'Esercito.

 Farhad era come le migliaia di uomini che assistevano alle lapidazioni delle donne adulterine col senso di esaltazione di chi partecipa a un' opera di giustizia crudele ma necessaria, capace di onorare le parole di Allah.  Nel 2011, mentre si trovava in Afghanistan, subisce un attentato da parte di un commando di Talebani. Sopravvissuto miracolosamente all'attentato, inizia una riflessione sulla propria vita che lo conduce a un radicale cambiamento: depone le armi, chiede ed ottiene asilo in Italia. Da allora, piano piano, con piccoli gesti, la vita di Fahad cambia, rilegge la sua esistenza con occhi diversi mettendosi al servizio della verità e della collaborazione.

 Farhad, Come quasi tutti gli afghani, sia mujaheddin che talebani, anche tu eri un fondamentalista?

 Il mio passato e' quello di un comune bambino afghano: la mia generazione e' nata in mezzo alla guerra ed ha vissuto violenze ed l'atrocita' quotidiane. A quel tempo noi bambini vedevamo solo odio e violenza: a 6 anni il primo giocattolo ricevuto e' stato un kalashnikov che sapevo  montare e smontare e che poi imparai ad usare per difesa. Dal 1979 ad oggi il numero di vittime in Afghanistan si aggira intorno ai 3 milioni. Ancora oggi il paese e' dilaniato dalle guerre dettate dall'odio. .Al tempo dei talebani tutti i bambini afghani erano costretti a frequentare le scuole coraniche dove facevano memorizzare il corano in lingua araba, a noi sconosciuta, insegnandoci l'odio contro gli infedeli. Sono cresciuto in questa realtà, ero un fondamentalista non per scelta ma per ciò che mi hanno fatto sempre credere. Non c'era musica, non c'era tv, non si poteva essere liberi .

 Cosa è per te la tua vita ora? Che messaggio vuoi lasciare ai ragazzi delle scuole quando parli della tua esperienza?

 L' esperienza della mia vita mi ha insegnato che l'uomo che vive nel nulla non ha valori e può diventare un uomo pericoloso, "un fondamentalista". I valori umani positivi provengono sempre dalla famiglia di origine o dal privilegiare l'eguaglianza e la libertà  Quando l'uomo non trova questi principi, cresce senza identità e si sente diverso, ghettizzato, isolato : da lì il pericolo del terrorismo e degli attentati. L'uomo senza identità è un uomo che non crede ai valori dell'umanità e non po' trasmettere nulla.

La speranza più grande che voglio portare attraverso questo libro e' che le persone come me, nate e cresciute nella violenza, possano incontrare gli altri attraverso piccolissimi gesti quotidiani.

Dopo avere ascoltato la mia storia, dopo i miei racconti, i giovani si rendono conto di quanto siano fortunati ad essere cresciuti nella pace. Io parlo dell'esperienza della mia vita e di tutto ciò che ho vissuto, parlo di un cambiamento e di una continua lotta personale rispetto a ciò che ero e ciò che rappresentavo. Il mio messaggio di speranza e' questo : riuscire a capire se stessi aprendosi agli altri, al rispetto, alla tolleranza delle vite e dei costumi altrui, in nome di un Dio che in fondo e' per tutti gli uomini lo stesso. Quello che risiede nel cuore .

 

Ecco, quello che risiede nel cuore: sono le emozioni? Cosa sono per te le emozioni?

Per me l'emozione è un immenso dono di Dio per gli uomini,è la differenza fra il bene ed il male, ciò che nasce dal cuore e può essere trasmessa in maniera positiva, in modo da rivoluzionare comunque uno stato.

Anche io l'ho provata l'emozione…

Per me emozione è comunque gioia, qualcosa di bello: un cuore senza emozione è un cuore senza gioia.

Le emozioni sono i piccoli gesti, che portano  ad essere più umani tra di noi: per spiegarlo ai ragazzi, dico sempre che le emozioni sono come puntini bianchi di un pallone che è il cuore….

Quindi, ragazzi emozionatevi!

 

 

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