Siria, quando l'orrore è post-ideologico

| Nel libro-reportage di Laura Tangherini la tragedia di un popolo stretto nella morsa della guerra civile, martoriato da ribelli e regime. Diario di un lungo viaggio, nel cuore dell'inferno

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Di Floriana Naso

Da 7 anni la Siria subisce l’orrore della guerra.Quello che era un paese dove si faceva una vita normale, ora è devastato dalle bombe. Nelle città assediate ci sono palazzi distrutti, macerie ovunque, persone ferite che scappano per le strade.

Alle violenze e alle terribili condizioni di vita, si aggiunge l’emergenza freddo che sta colpendo duramente gli sfollati nel nord-ovest del paese. I bisogni medici e umanitari sono enormi in tutta la Siria.

Laura Tangherlini ha voluto testimoniare la devastazione che sta subendo il popolo siriano scrivendo un reportage raccolto nel libro Matrimonio Siriano.

Diario di viaggio da un matrimonio e, soprattutto, raccolta di voci e testimonianze dei tanti profughi – in maggioranza bambini e donne – incontrati nei campi in Turchia e in Libano dai due neosposi che hanno voluto aiutare i piccoli orfani siriani attraverso i preparativi e i regali del loro giorno più bello. 

Matrimonio siriano, Infinito Edizioni, è una nuova finestra di verità aperta su un mondo, quello della guerra in Siria e dei milioni di persone che ne pagano le conseguenze sulla loro pelle, che i nostri media ci fanno ignorare e vuole, con la donazione dei diritti d’autore derivanti dalle vendite del libro, aiutare attraverso i progetti di Terre des Hommes i bambini siriani che hanno bisogno di sostegno.

“Troverete nel libro di Laura storie di siriani torturati per ordine del regime, testimonianze di famiglie finite ostaggio nei quartieri dei ‘ribelli’, storie di palestinesi che si vedono arrivare nei campi tutti quei siriani dei quali, un tempo, diffidavano. Una sola cosa unisce quasi tutti i protagonisti. Il rimpianto, il desiderio struggente di tornare là dove un tempo era la loro casa, in quella terra avita che i più giovani ricordano appena. È un desiderio forte che l’autrice condivide. In cui si riflette e che sublima nel suo amore per la Siria”.

(Corradino Mineo)

“Un’apocalisse umanitaria piena di tante piccole e terribili storie private, che Laura Tangherlini ha raccolto. Con amore e compassione. Nel senso pieno del termine”. (Gian Antonio Stella).

Abbiamo intervistato l’autrice.

 

Da cosa nasce l’intenzione di scrivere un reportage sulla Siria, rischiando la vita, immagino, nelle zone tra le più pericolose del mondo in questo momento?

In realtà si tratta del mio terzo libro reportage in cui racconto e indago le condizioni di  vita dei profughi siriani, senza dimenticare gli sfollati ancora in Siria e di spiegare le cause e l'evoluzione del conflitto siriano. Il mio bisogno di dar voce a queste persone risale ai primissimi giorni delle proteste nel 2011, quando sentivo che i racconti dei miei amici siriani (conosciuto quando ho vissuto a Damasco nel 2009 per studiare arabo) non trovavano spazio nei media. Dovevo dunque trovare il modo di essere il loro megafono ed ho cominciato a sensibilizzare e spiegare attraverso i miei libri e le presentazioni pubbliche di essi. In Siria ho cercato di entrare nel 2011 ma sono stata diciamo caldamente incitata a non farlo dalla Farnesina e da RAinews, e comunque alla fine non mi hanno concesso il visto. A quel punto sono sndata più e più volte, privatamente o come inviata per Rainews, solo fino ai confini siriani in Libano, Turchia, Giordania. Il rischio sono i siriani a correrlo da quasi otto anni (e da molti decenni prima dato che si parla di una dittatura con gli Asad), non io.

 

Quali sono i ricordi che più ti sono rimasti impressi nella memoria?

I ricordi che ho della Siria nel 2009 sono ricordi meravigliosi, i miei amici e tutte le persone conosciute che mi hanno stregato con la loro ospitalità, generosità, e l'incontro a Mar Mousa con Padre Paolo Dall'Oglio. E poi i luoghi, i siti archeologiche, i paesaggi. Vero anche che la dittatura si percepiva, anche se io da turista occidentale ho avuto solo qualche piccolo disagio e certo non sono stata torturata come migliaia di siriani. Ricordo un solo episodio in cui sono stata fermata con un mio amico e lui è stato costretto a pagare una pesante mazzetta per farmi arrivare in tempo all'aeroporto, e di come tutti parlassero della presenza di spie consigliandomi di non dire che ero una giornalista. I ricordi al confine, tra i profughi nelle città o nei campi più o meno ufficiali sono i ricordi di una umanità fortemente sofferente ma estremamente generosa e dignitosa. DI bambini costretti ad essere adulti e che non hanno più alcun ricordo di una Siria pacificata.

 

Quanto è stato difficile raccogliere testimonianze sul campo?

Non è stato affatto difficile. Il mio parlare arabo mi aiuta, ma soprattutto queste persone sentono e capiscono al volo che io mi sento più siriana che italiana e l'empatia è immediata. Commuovermi o abbracciarli di fronte a racconti tanto strazianti è per me la norma. Se penso al primo libro, e siamo nel 2011, avevano un bisogno enorme di raccontare da cosa stessero scappando e come vivessero da profughi perché il resto del mondo di loro non sapeva nulla. Nel mio secondo libro questo sentimento stava lasciando il posto alla rabbia. Ora le testimonianze raccolte in Matrimonio Siriano quando si tratta di adulti raccontano di persone che vogliono essere lasciate in pace, perché hanno capito che al resto del mondo, potenze straniere in primis, di loro non importa nulla e li usano come semplici pedine sullo scacchiere geopolitico.

 

Mancano programmi di approfondimento che trattino la tematica della guerra in Siria dal lato “più umano”, perché, secondo te?

Non lo so. Rispetto a quando ero la prima in Italia a parlare del lato umano della tragedia siriana, ora le cose sono migliorate. Adesso ci sono tanti colleghi a parlarne. Eppure il messaggio fatica tuttora ad arrivare al cuore dei telespettatori. Che si indignano per qualche giorno davanti ad alcune foto e poi più nulla. Forse per questo la "Siria umana" non fa troppi ascolti e non viene considerata "conveniente" da raccontare. Purtroppo si è arrivati ad una assuefazione che aumenta di anno in anno.

 

Cosa ti ha lasciato questa esperienza?

La Siria in tutti questi anni mi ha lasciato con la sua gente, molta della ricchezza che mi porto dentro. E decidere di organizzare il mio matrimonio in chiave totalmente benefica per queste persone, dalle bomboniere alle partecipazioni di nozze agli allestimenti alle fedi fino ai regali di nozze che abbiamo consegnato di persona agli orfani siriani in Turchia e in Libano lo ha reso un matrimonio ancora più speciale e unico di quanto non lo fosse già, grazie a un marito meraviglioso e al mio cane fedele compagno di vita. Questa esperienza mi ha permesso anche di festeggiarlo due volte, il ricevimento in Italia e poi i ricevimenti che abbiamo voluto organizzare appunto in Turchia invitando ad essi i piccoli profughi siriani.

 

Quale segno lascerà il libro, secondo te, nei lettori che lo sceglieranno?

Posso dire il segno che ha già lasciato. Questo libro sta andando davvero molto bene, che sono riuscita proponendomi completamente da sola o grazie al passaparola ad organizzare decine e decine di presentazioni già in tutta Italia. Lettori, scuole, telespettatori, studenti, biblioteche e associazioni continuano ad invitarmi. Da ogni presentazione torniamo, io e mio marito, con una quantità enorme di complimenti. Le persone che ci ascoltano e che leggono il libro e vedono il documentario riescono a cogliere in modo estremamente profondo tutto il mio amore per la Siria e il mio tentativo di essere una giornalista il più preparata possibile sull'argomento. I numerosissimi messaggi che mi inviano ogni volta, a libro letto e a presentazione conclusa ne sono la prova. Anche i premi che ho già vinto con il libro e il documentario lo testimoniano. Far arrivare la voce dei siriani e il mio messaggio d'amore da questa parte del mondo è per me la soddisfazione più grande.

 

Progetti futuri?

Sicuramente intendo tornare in Siria con i miei amici che sono ormai da anni tutti scappati all'estero. E vedere come la hanno ridotta.

 

Link al sito web:

https://matrimoniosiriano.wixsite.com/matrimoniosiriano

Link alla pagina Fb:

https://www.facebook.com/Matrimonio-siriano-1444489585572828/

dove si possono trovare anche alcuni video inerenti il documentario, che ha durata di 42 minuti ( e proietto degli spezzoni durante le presentazioni)

Link trailer sottotitolato inglese:

https://drive.google.com/open?id=0B4wshG_zmJqfamI5RnVEeG1jR1U

 

Link teaser corto senza cartelli:

https://drive.google.com/open?id=0B4wshG_zmJqfTVlraWdETHVaaHc

 

Link teaser lungo senza cartelli:

https://drive.google.com/open?id=0B4wshG_zmJqfSVdteHdJNkNROEk

 

Dettagli del progetto

 

Il progetto, ultima tappa di un percorso di sensibilizzazione che porto avanti da anni sul tema dei profughi siriani, prima da sola come scrittrice e giornalista e poi affiancata da mio marito come cantautore, vuole dare voce e volto alle tante persone incontrate nei due viaggi in Libano e Turchia a ridosso del nostro matrimonio. Un matrimonio benefico, nell’organizzare il quale ho voluto destinare aiuti concreti e qualche ora di svago a tanti piccoli profughi siriani, per lo più orfani. In particolare, prima delle nozze abbiamo destinato dei soldi a un sostegno a distanza per Momen, piccolo profugo siriano orfano di padre che ora vive in Libano con la madre e due dei cinque fratelli, affetto da problemi comportamentali dovuti alla perdita del padre e al trauma della guerra. Il sostegno è volto a permettergli gli studi e ad aiutare anche i fratelli. Lo abbiamo conosciuto volando in Libano per trascorrere una giornata con lui.

Le partecipazioni, solidali con Terre des Hommes, hanno contribuito a realizzare in partenariato con la Uisp un complesso sportivo nel nord del Libano per profughi siriani e comunità libanese ospitante.

Le fedi solidali con Aibi Amici dei Bambini hanno contribuito a un altro loro progetto destinato ai piccoli siriani.

Le boccette di zatar a tavola il giorno delle nozze le avevamo comprate dalla ong Amal for education che si si concentra sull’istruzione dei piccoli profughi siriani in Turchia. 

Appena sposati siamo saliti su un aereo ed abbiamo impiegato la gran parte dei nostri regali di nozze nell’acquisto ad Antakia di materiale di cancelleria, giocattoli, due rinfreschi con torta e 75 giacconi invernali che abbiamo personalmente portato a Reihanly ai piccoli siriani ospiti di un orfanotrofio e ad altri bimbi siriani accolti in un centro diurno della ong locale Kids for Paradise.

Le nostre consegne di aiuti hanno rappresentato dunque anche dei momenti di svago per questi bambini, con colonna sonora due canzoni, scritte a quattro mani con mio marito.

Ora non vogliamo fermarci e vogliamo fare altro ancora. Vogliamo metterci dell’altro destinando ad altri progetti di sostegno ai siriani il ricavato dei diritti d’autore del prodotto letterario e audiovisivo.

 

L’AUTRICE

Laura Tangherlini, giornalista e conduttrice di Rainews24, muove i primi passi nel mondo del giornalismo nel 1998 presso la redazione di Ancona de Il Resto del Carlino. Laureata in Scienze della comunicazione presso l’Università La Sapienza di Roma, si è specializzata presso la scuola SGRT di Perugia, per poi essere assunta a Enel Tv. È in forze alla Rai dal 2007, assegnata alla redazione del canale all-news RaiNews24, dove, inizialmente, è stata inviata al Parlamento per il programma Il Transatlantico; dal 2008 conduce i notiziari del canale all-news Rai ed è membro della redazione Esteri. Studiosa di lingua e cultura araba, nel suo lavoro si è più volte occupata della situazione nel Medio Oriente, in merito alla quale ha scritto i libri: Siria in fuga (2013, premio Fiuggi Storia come miglior Opera Prima) e Libano nel baratro della crisi siriana (2014, con Matteo Bressan, premio Cerruglio 2015).

 
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