Desiree e Pamela, i tanti colpevoli

| Le due minorenni romane, uccise in San Lorenzo e a Macerata, unite dallo stesso destino. Cercavano droga e hanno trovato pusher, stupratori e assassini. Alle spalle famiglie difficili e un comune stato di abbandono

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Più o meno si sa tutto. Desiree, 16 anni, problemi di droga e con alle spalle rapporti diciamo così, difficili, con la famiglia, nel quartiere della movida San Lorenzo di Roma cercava una dose di eroina, l’ha trovata da alcuni pusher stranieri, si è sentita male e loro, invece di chiamare i soccorsi, l’hanno lasciata agonizzare in mezzo ai rifiuti, stuprandola in gruppo. Il capo della squadra mobile romana, Silipo, ha chiuso l’indagine in poche ore arrestando i tre principali sospettati, clandestini di origine africanai, e sta stringendo il cerchio sui loro presunti complici. Su un fatto orribile e bestiale - senza mancare di rispetto agli animali incapaci di azioni così orribili - è nata la consueta speculazione politica. Chi ne ha voluto approfittare per alimentare, come se già non bastasse, il razzismo e la latente xenofobia degli italiani, chi invece tende a giustificare, anche in un contesto del genere, la ragion d’essere di orrende baraccopoli dove la legge non esiste più e domina solo una violenza primordiale e senza scampo per chi si avventura in quelle lande desolate. 

Ebbene, a Macerata, a gennaio, un’altra minorenne romana, Pamela, aveva seguito un tragico percorso molto simile al calvario di Desiree. Anche lei con una famiglia difficile alle spalle, 14enne, drogata e ospite di una comunità di recupero, in fuga alla ricerca della droga e finita nelle mani di un nigeriano, clandestino e pusher che, quando s’è sentita male per le dosi di eroina White, non solo non l’ha soccorsa, ma l’ha pure violentata e ne ha fatto a pezzi il corpo, trasportandolo poi con due trolley in una discarica. 

Ebbene, nel ruolo di colpevoli di queste tragiche morti di minorenni, non sarebbe il caso di accendere anche un faro sulle condizioni familiari da cui provengono, vittime entrambe di un evidente stato di abbandono? In un certo senso, queste ragazze fragili, sbandate e sole, sono le prede ideali del mondo oscuro, a prescindere dalla razza degli assassini. Non ci sono verità già scritte, in storie come queste, ma rifletterci si può. Nella caccia ai responsabili finali, in tanti hanno contribuito ad accompagnare Desiree nel suo ultimo viaggio fra le baracche e il degrado di San Lorenzo. Forse, trasformare queste storie tragiche in fabbriche di consenso per il neo-razzismo non basta.

(red. ISM)

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