Khashoggi, l'ipocrisia dei media occidentali

| La morte del giornalista fa ribrezzo ma quanti altri Khashoggi ci sono nel mondo arabo, dove la libertà di stampa non esiste? Quanti mani sporche di sangue i nostri governanti stringono senza alcun scrupolo?

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di DAVIDE RICCARDO ROMANO

L'eliminazione fisica di Khashoggi fa ribrezzo. Anche se era un giornalista militante, vicino ai regimi dei Fratelli Musulmani e di Erdogan. Il rispetto della libertà di parola e della vita di chi lavora nei media (come di tutti) è sacrosanto. Ma vedo molta ipocrisia attorno a questa vicenda. Da qualche giorno sui giornali sembra di assistere a uno scoop: "il regime saudita opprime i giornalisti". Davvero nessuno dei benpensanti se ne era mai accorto? Ma c'è di peggio. Ovvero Erdogan e i suoi simpatizzanti che si dicono scandalizzati, dopo che il presidente turco ha distrutto la libertà di stampa nel proprio Paese. 
Ma poi, vogliamo dirla tutta? In quell'area solo Israele e Tunisia hanno una stampa libera. Giordania, Marocco e Kuwait ce l'hanno parzialmente libera, Nel resto di quel mondo oltre il mediterraneo, se vuoi trovare un giornalista in gamba devi andare in galera. Se non al cimitero.
Dunque va bene scandalizzarci per l'uccisione del povero Khashoggi su cui bisogna fare luce. Ma non dimentichiamo il vero problema: le centinaia di Khashoggi (magari non affigliati a nessuno e davvero indipendenti) che vengono uccisi e torturati da quelle stesse persone a cui i nostri governanti stringono le mani e sorridono. Quelle mani sono sporche di sangue, e a stringerle con troppo entusiasmo rischiamo di sporcarcele anche noi.


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