L'Europa ama i suoi carnefici

| Lo strano e ambiguo rapporto tra una parte dell'Occidente e l'Iran degli Ayatollah, che reprime il dissenso e uccide i suoi oppositori in Europa. L'attentato e in Francia e un agguato mortale in Olanda. Ma nessuno reagisce

+ Miei preferiti

di Davide Riccardo Romano

Ormai è acclarato. Ci è mancato poco che il 30 giugno scorso un evento pubblico in Francia fosse macchiato col sangue da un attentato organizzato dall'Iran. Non lo dice il Mossad, che potrebbe essere interessato alla cosa e dunque di parte. Lo dicono i servizi segreti francesi, che hanno proceduto con tanto di arresti e confische dei beni. Nient'altro. Nessuna iniziativa diplomatica forte contro uno Stato straniero che viola la sovranità francese per compiere attentati. Come se fosse una sciocchezza. E così si va avanti, in nome dell'amore (come altro chiamarlo?) per il regime iraniano. Come quelle donne che sono innamorate dei loro carnefici, nonostante ricevano da essi violenze verbali e fisiche. 

Ma non è solo la Francia a comportarsi così. Anche l'Olanda ha visto un'esecuzione di un oppositore del regime iraniano (Ahmed Mola Nissi, nella foto) sul proprio territorio nel novembre del 2017. Anche in questo caso, l'omicidio è stato seguito dal solito buffetto: l'espulsione di un paio di diplomatici iraniani. Viste dal punto di vista del regime di Teheran, questi sono via libera per altri attentati. Pensate che pacchia: loro organizzano attentati nei Paesi occidentali, e il massimo della pena sono espulsioni di diplomatici o al massimo carcere per i due esecutori. Il governo del regime iraniano non paga mai. Ed è proprio questo il punto. Costoro continuano a sorriderci quando firmano accordi petroliferi (o, peggio ancora, sul nucleare) e nel frattempo compiono attentati a casa nostra e incitano all'odio verso l'occidente a casa loro. E i nostri politici, innamorati della "diversità", sono pronti a inghiottire tutto, arrivando a glorificarli con offerte  e inviti a fiere del libro rivolti a regimi con le mani sporche di sangue. E così vanno avanti a testa bassa verso un dialogo non con gli iraniani, ma con un regime sanguinario, a casa loro come a casa nostra. Ma non importa, per alcuni politici nulla è più soddisfacente di una bella una foto mentre stringe la mano a un uomo con l'imama (il turbante sciita)? Se poi sotto l'imama ci sia un assassino o una brava persona, o uno che vuole avere un'arma nucleare per ricattare il mondo, che importa? L'importante non è essere democratici, ma fotogenici.

L'Opinione
Tobagi, ricordo di un uomo solo
ancora nell'ombra i complici dei killer
Tobagi, ricordo di un uomo solo<br>ancora nell
Il 28 maggio del 1980 fu ucciso da brigatisti rossi di famiglie "bene" il giornalista Walter Tobagi. Delitto frutto dell'odio, allora come oggi. Cambiano i modi di esprimerlo
Vacanze romane
Vacanze romane
La tentazione grillina di togliere il simbolo alla sindaca Raggi, l’imbarazzo dei pentastellati, l’ipotesi di una lista Conte, la verginità persa
Tav, Salvini 'ringrazia' i seguaci del guru Ponti
Tav, Salvini
Il calcio, un mondo (anche) da rieducare
Il calcio, un mondo (anche) da rieducare
Marcel Vulpis, giornalista ed economista, parte dall’episodio di razzismo avvenuto durante un incontro fra adolescenti, per analizzare lo stato di degrado sociale in cui versa lo sport più amato dagli italiani
Insulti in tv, restiamo umani please
Insulti in tv, restiamo umani please
Tra il giornalista tedesco Ugo Gumpel e Maurizio Belpietro volano gli stracci in diretta tv. Sgarbi durante la trasmissione di Porro insulta, imita e deride Mario Giordano per la voce dal timbro acuto. Ma l'educazione?
Vergogna, nessun rispetto per Stefano
Vergogna, nessun rispetto per Stefano
Orribile fotomontaggio, gira anche nelle chat dei carabinieri. Simbolo dell'odio e di una cattiveria senza limiti. Ma non è un singolo episodio
Il 60 per cento degli italiani vuole la Tav, grillini spaccati
Il 60 per cento degli italiani vuole la Tav, grillini spaccati
Sondaggio del Corriere della Sera. Ma è sorprendente che anche il 39 per cento degli elettori grillini sono favorevoli alle Grandi Opere. Uno choc per Di Maio-Toninelli ancora storditi dalla manistazione Si Tav di Torino
Il pugno di Toninelli
Il pugno di Toninelli
Il ministro delle No Infrastrutture a pugno chiuso dopo il sì al Decreto Genova e al condono edilizio di Ischia, passato con l'aiuto di sei senatori forzisti. Di Maio si scaglia contro Salvini. Conte e il flop sul vertice di Palermo
Asia Bibi, quante vittime dimenticate in tuo nome
Asia Bibi, quante vittime dimenticate in tuo nome
Il ricordo del governatore del Punjab ucciso dopo che aveva criticato il reato di blasfemia e la morte del ministro cristiano per le minoranze che si era battuto per la libertà della donna cristiana
Di Maio aggrappato all'ultimo NO, la Tav
Di Maio aggrappato all
Il vicepremier è corso a Torino per dire che industriali e categorie economiche non lo hanno capito. Lui vuole togliere i fondi alla Tav per darli alla Metro. Gli hanno risposto che è lui a non avere capito nulla. Un No per salvarsi?