Le risaie italiane rischiano il fallimento dopo l'invasione dei prodotti asiatici

| Intervento di Luca Pedrale, portavoce del comitato civico "La Nostra Gente". A rischio migliaia di aziende non solo in Piemonte

+ Miei preferiti
Il riso italiano sta morendo e lo sentono i territori dove è coltivato, in gran parte nelle provincie di Vercelli, Novara, Pavia, Milano e Biella ed in zone delle provincie di Verona, Lucca ed Oristano. Il motivo della crisi del riso italiano,che rischia di far chiudere migliaia di aziende agricole in tutta Italia, ma in particolare in Piemonte e Lombardia , e ' l'invasione negli ultimi anni del riso asiatico a dazio zero all' interno dell'Unione Europea.Dice Luca Pedrale portavoce del Comitato Civico La Nostra Gente e per diversi anni consigliere regionale di Forza Italia in Piemonte: " È da oltre un anno che con il nostro Comitato Civico La Nostra Gente, insieme ad altre associazioni di agricoltori, denunciamo la sofferenza degli agricoltori vercellesi, pavesi , milanesi , biellesi ecc. che vedono crollare il prezzo del riso per la concorrenza sleale del riso asiatico, in particolare quello del Vietnam e dell'ex Birmania (Myanmar) che l'Unione Europea da alcuni anni fa entrare nei propri confini a dazio zero e con scarsi controlli. È una concorrenza sleale per ovvi motivi: il costo del lavoro in quei paesi asiatici è molto inferiore a quello che devono sostenere i risicoltori italiani. Spesso poi viene utilizzato il lavoro minorile specie in Cambogia come servizi televisivi e testimonianze di associazione cattoliche hanno fatto sapere. C'è poi un altro grave problema che interessa anche i consumatori. Non si sa con precisione  quali diserbanti vengono utilizzati in quei paesi ,se nocivi alla salute dei consumatori. I risicoltori italiani da anni devono seguire severi regolamenti , giustamente per rispettare l'ambiente e la salute dei consumatori. Per questo motivo sono necessari dei dazi per motivi sanitari o etici per un certo numero di anni fino a che la concorrenza non sia più sleale e troppo favorevole ai paesi asiatici. In gioco c'è il futuro di migliaia di agricoltori e delle loro famiglie e la scomparsa di un'eccellenza dell' agricoltura italiana.
Negli ultimi mesi di fronte alle proteste dei risicoltori, il ministro dell' agricoltura Martina aveva promesso l'etichettatura sulle confezioni di riso , che è effettivamente arrivata. Ma è stata una presa in giro per i risicoltori ed i consumatori. Sulle confezioni di riso e ' infatti previsto che sia scritto il nome dello stabilimento dove il riso stesso e ' stato prodotto o confezionato. Non è quello che che volevano i risicoltori ed i consumatori che invece chiedevano che sulle confezioni fosse scritto la provenienza della nazione dove il riso è stato coltivato.E' l'unica maniera per essere sicuri che si riso italiano, genuino e sicuro per la salute della gente. Altrimenti la grande industria potrebbe comprare riso asiatico e poi lavorarlo e confezionarlo in Italia. Per cui ci vuole l'etichettatura con scritto la nazione dove il riso e ' davvero coltivato .Per salvare veramente le aziende risicole italiane sono però necessari i dazi per motivi sanitari ed etici o almeno la clausola di salvaguardia, cioè il limite di importazione nell'Unione Europea del riso a dazio zero dai paesi asiatici. In questi giorni i risicoltori hanno iniziato il taglio del riso ( la trebbiatura) , speriamo che non sia l'ultima. "
L'Opinione
Tobagi, ricordo di un uomo solo
ancora nell'ombra i complici dei killer
Tobagi, ricordo di un uomo solo<br>ancora nell
Il 28 maggio del 1980 fu ucciso da brigatisti rossi di famiglie "bene" il giornalista Walter Tobagi. Delitto frutto dell'odio, allora come oggi. Cambiano i modi di esprimerlo
Vacanze romane
Vacanze romane
La tentazione grillina di togliere il simbolo alla sindaca Raggi, l’imbarazzo dei pentastellati, l’ipotesi di una lista Conte, la verginità persa
Tav, Salvini 'ringrazia' i seguaci del guru Ponti
Tav, Salvini
Il calcio, un mondo (anche) da rieducare
Il calcio, un mondo (anche) da rieducare
Marcel Vulpis, giornalista ed economista, parte dall’episodio di razzismo avvenuto durante un incontro fra adolescenti, per analizzare lo stato di degrado sociale in cui versa lo sport più amato dagli italiani
Insulti in tv, restiamo umani please
Insulti in tv, restiamo umani please
Tra il giornalista tedesco Ugo Gumpel e Maurizio Belpietro volano gli stracci in diretta tv. Sgarbi durante la trasmissione di Porro insulta, imita e deride Mario Giordano per la voce dal timbro acuto. Ma l'educazione?
Vergogna, nessun rispetto per Stefano
Vergogna, nessun rispetto per Stefano
Orribile fotomontaggio, gira anche nelle chat dei carabinieri. Simbolo dell'odio e di una cattiveria senza limiti. Ma non è un singolo episodio
Il 60 per cento degli italiani vuole la Tav, grillini spaccati
Il 60 per cento degli italiani vuole la Tav, grillini spaccati
Sondaggio del Corriere della Sera. Ma è sorprendente che anche il 39 per cento degli elettori grillini sono favorevoli alle Grandi Opere. Uno choc per Di Maio-Toninelli ancora storditi dalla manistazione Si Tav di Torino
Il pugno di Toninelli
Il pugno di Toninelli
Il ministro delle No Infrastrutture a pugno chiuso dopo il sì al Decreto Genova e al condono edilizio di Ischia, passato con l'aiuto di sei senatori forzisti. Di Maio si scaglia contro Salvini. Conte e il flop sul vertice di Palermo
Asia Bibi, quante vittime dimenticate in tuo nome
Asia Bibi, quante vittime dimenticate in tuo nome
Il ricordo del governatore del Punjab ucciso dopo che aveva criticato il reato di blasfemia e la morte del ministro cristiano per le minoranze che si era battuto per la libertà della donna cristiana
Di Maio aggrappato all'ultimo NO, la Tav
Di Maio aggrappato all
Il vicepremier è corso a Torino per dire che industriali e categorie economiche non lo hanno capito. Lui vuole togliere i fondi alla Tav per darli alla Metro. Gli hanno risposto che è lui a non avere capito nulla. Un No per salvarsi?