Arriva Baba Yaga, e il virus se ne va

| Il sito EUvsDisinfo sta raccogliendo informazioni inesatte relative al coronavirus. Dall’analisi di alcune ‘storie’ molto pro-Russia, appare evidente l’intenzione di attaccare sempre e comunque gli Stati Uniti

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Di Marco Belletti

EUvsDisinfo è un sito in tre lingue (inglese, tedesco e russo) che diffonde informazioni relative ai casi di disinformazione legati al coronavirus: nei giorni scorsi ha diffuso i dati relativi alle notizie pro e contro Russia, mettendo in evidenza alcuni aspetti molto interessanti su come il Cremlino sia protagonista nel divulgare fake news.

Innanzitutto gli esperti di EUvsDisinfo hanno confrontato le notizie su COVID-19 pubblicate tra il 22 gennaio e il 25 marzo con quelle distribuite nell’ultima settimana: i toni antiamericani sono ancora piuttosto forti, con una quarantina di casi che sostengono che gli Stati Uniti hanno creato ad arte il coronavirus.

Il secondo “racconto” più comune tra i testi divulgati parla dell’Unione Europea e del fatto che non riesce a far fronte alla crisi e di conseguenza si sta disintegrando, tornando di fatto a una situazione pre-Schengen. In particolare, i testi raccolti di fallimento comunitario fanno riferimento alla mancanza di solidarietà dell’Unione Europea nei confronti degli stati membri, soprattutto dell’Italia dopo cha ha ricevuto aiuti, guarda caso, dalla Russia: sono stati 26 i ‘casi’ di disinformazione di questo tipo aggiunti al database nell’ultima settimana.

Con 24 casi, al terzo posto si piazza la ‘storia’ che il virus viene usato come arma contro la Cina e la sua economia, mentre con 17 si piazza l’idea piuttosto complottista che la crisi provocata dal coronavirus sia un piano segreto dell’élite mondiale che controlla il pianeta. Infine, a completare la top five, 13 casi che parlano a vario titolo dell’Ucraina, con confuse accuse a metà strada tra la diffusione della COVID-19 e insinuazioni di nazismo.

Il passo successivo di EUvsDisinfo è stato valutare se i casi maggiormente pubblicati abbiano ottenuto più riscontri dal pubblico. Ne sono stati esaminati 152, raccolti tra il 22 gennaio e il 25 marzo, cioè quelli che hanno avuto tempi più lunghi di pubblicazione per generare “like”, condivisioni e commenti. Dall’analisi è emersa quella che può essere definita la top ten dei messaggi di disinformazione più popolari.

I media pro Cremlino hanno spinto ogni genere di narrazione, anche quelle più assurde e contraddittorie: bizzarre teorie di cospirazione, l’Ucraina che risponde in modo inadeguato alla pandemia, l’Occidente che non ha reagito o lo ha fatto in modo isterico… In ogni caso gli articoli con il maggior ‘engagement’ sono quelli che sostengono come il virus sia stato prodotto dagli Stati Uniti.

L’engagement, tradotto in italiano in “coinvolgimento”, misura il successo del messaggio condiviso con il pubblico e ha lo scopo di creare legami forti tra il tema trattato (o il brand commerciale) e i suoi fan, fino a farli diventare convinti sostenitori di un concetto o un’idea, o clienti nel caso di un prodotto. O almeno di creare una fiducia tale che l’utente possa parlarne ai propri amici, attivando uno dei più potenti, antichi ed efficaci mezzi del marketing: il passaparola.

Forse le 70mila condivisioni sulle diverse piattaforme social media non sono molte, ma i quasi 270mila engagement per gli articoli di disinformazione relativi al coronavirus sembrano un po’ più preoccupanti, anche perché che si tratta di un argomento in cui l’ignoranza e l’incompetenza possono provocare pericolose conseguenza sociali.

A volte le notizie sono talmente paradossali che fanno sorridere. Nell’ultima settimana sono state diffuse informazioni su 380 belgi che avrebbero eliminato la COVID-19 grazie a una liberatoria seduta di sesso di gruppo, sul fatto che a diffondere l’epidemia di coronavirus sarebbe stata la legalizzazione dei matrimoni gay o addirittura che la mitica strega Baba Yaga avrebbe predetto che la cura contro la pandemia sarebbe stata scoperta dalla Russia.

Senza diventare a nostra volta paranoici e complottisti, ci sono buone possibilità che questa notizie un po’… particolari siano state create ad arte per rendere tutte le altre maggiormente credibili e accettabili dal pubblico.

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