Assange: per l’estradizione si decide a febbraio

| Al termine udienza per raccogliere i documenti delle parti, il giudice inglese ha fissato per il 25 febbraio prossimo la prima di cinque udienze che decideranno le sorti del fondatore di WikiLeaks

+ Miei preferiti
Saranno cinque udienze, previste a partire dal 25 febbraio del prossimo anno, a decidere sull’estradizione di Julian Assange richiesta dagli Stati Uniti, che lo accusano di diffusione di documenti segreti e la reiterata violazione dell’Espionage Act, la legge americana contro gli atti di spionaggio. Ad un giorno di distanza dalla firma di approvazione sull’estradizione da parte di Sajid Javid, il ministro dell’interno britannico, la decisione finale è stata comunicata dal giudice Emma Arbuthnot della Westminster Magistrates Court dopo l’acquisizione dei documenti delle parti e una prima audizione. Amaro l’unico commento del fondatore di WikiLeaks, che si è rivolto al giudice ricordandole che “Sono in gioco i prossimi 175 anni della mia vita”.

Assange era stato arrestato il 12 aprile scorso a Londra con un blitz nel consolato dell’Ecuador le cui immagini hanno fatto il giro del mondo.

Media
«La regina è morta», una radio francese pubblica la notizia per errore
«La regina è morta», una radio francese pubblica la notizia per errore
Per un problema tecnico, all’emittente francese “RFI” sono sfuggiti una serie di “coccodrilli” che la redazione tiene pronti in caso di scomparsa di personaggi celebri
L’Australia chiede un’indagine sull’impero di Murdoch
L’Australia chiede un’indagine sull’impero di Murdoch
Dopo essere finito sotto la lente delle autorità britanniche, il colosso mediatico del tycoon è accusato di essere una minaccia alla libertà di stampa
La mano colpevole di Jeffrey Toobin
La mano colpevole di Jeffrey Toobin
Non si era accorto che il collegamento “Zoom” con altri colleghi era ancora attivo, e si è masturbato sotto gli occhi attoniti degli altri ospiti. La CNN e il New Yorker, per cui lavorava, l’hanno sospeso
Giornalista si dà fuoco in Russia: «Incolpate il Cremlino»
Giornalista si dà fuoco in Russia: «Incolpate il Cremlino»
Irina Salvina, direttrice di “Koza.Press” si è tolta la vita dandosi fuoco davanti alla sede del ministero degli interni, a Nizhnij Novgorod. Da mesi subiva pressioni e persecuzioni, denunciano i gruppi dissidenti
Alcol e tristezze a Westminster
Alcol e tristezze a Westminster
Un libro di prossima uscita, scritto dalla moglie di un ex parlamentare, svela la rabbiosa reazione del premier David Cameron alla sconfitta della Brexit. E ne ha anche per BoJo
Le ire di Trump contro una giornalista
Le ire di Trump contro una giornalista
Il presidente ha chiesto la testa di Jennifer Griffin, reporter di “Fox News”, colpevole di un’altra brutta figura dell’ex tycoon. Ma i colleghi la difendono
Il rischio dei “preprint” nell’era di COVID-19
Il rischio dei “preprint” nell’era di COVID-19
Gli archivi on-line dove i ricercatori condividono i loro lavori esistono da anni, ma solo recentemente contengono ricerche mediche. E sarebbe opportuno che i media evitassero di diffondere questi studi come se fossero definitivi
Arriva Baba Yaga, e il virus se ne va
Arriva Baba Yaga, e il virus se ne va
Il sito EUvsDisinfo sta raccogliendo informazioni inesatte relative al coronavirus. Dall’analisi di alcune ‘storie’ molto pro-Russia, appare evidente l’intenzione di attaccare sempre e comunque gli Stati Uniti
Tensioni USA – Cina: raffica di giornalisti espulsi
Tensioni USA – Cina: raffica di giornalisti espulsi
Pechino ritira l’accredito stampa ai giornalisti del New York Times, del Wall Street Journal e del Washington Post. Le reazioni durissime dei media americani, che parlano di scelta irresponsabile in un momento così delicato
Coronavirus, il caso Italia: i commenti dall’estero
Coronavirus, il caso Italia: i commenti dall’estero
Una carrellata di articoli e reportage che i maggiori media internazionali hanno dedicato in queste ore all’improvvisa impennata di casi nel nostro Paese