Francia, le giornaliste sportive sul piede di guerra

| Un documentario realizzato da una giornalista svela l’ambiente sessista, fatto di violenze e umiliazioni, a cui sono costrette le reporter sportive francesi. Diverse le denunce contro alcuni volti noti della televisione

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Sono una quindicina, le giornaliste sportive francesi che hanno denunciato la censura che si è abbattuta su un documentario realizzato da Marie Portolano, 35 anni, da qualche settimana ex volto di “Canal Sports Club”. Il documentario, “Je ne suis pas une salope, je suis une journaliste” (non sono una puttana, sono una giornalista) trasmesso da “Canal +”, accusata di aver tagliato alcune scene per proteggere i propri conduttori, svela nel modo più crudo e diretto il sessismo che si nasconde dietro l’ambiente del giornalismo sportivo transalpino. Si va dalle semplici battute sessuali ai luoghi comuni sulle donne, fino ad arrivare a commenti, approcci non graditi e molestie che le giornaliste sono costrette a subire sul luogo di lavoro. La stessa Portolano era stata vittima di un episodio durante un fuori onda, quando Pierre Ménès, commentatore di “Canal Football Club”, le aveva sollevato la gonna palpandole le natiche e rimediando una sberla. Poche ore dopo, Ménès si era ripetuto costringendo una giornalista a baciarlo.

Il commentatore sportivo ha tentato di difendersi usando una tattica poco convincente: “Si tratta di episodi deplorevoli ma vecchi: la società è cambiata e quello che potevo permettermi anni fa oggi non è più possibile”, ha affermato scatenando una vera ondata di indignazione, insulti e richieste di cancellare il suo volto dalla televisione.

Sulla questione è stato costretto a prendere posizione perfino il ministero dell’interno, che ha ricordato “Qualsiasi gesto fatto con la forza, in qualsiasi contesto, è una violenza sessuale punita dalla legge”.

Ma non è l’unico caso a far tremare le fondamenta della televisione francese: Patrick Poivre d’Arvor, ex presentatore, sarebbe al centro di un’inchiesta dopo la denuncia di stupri e violenze presentate da una quindicina di donne, compresa Hélène Devynck, ex moglie dello scrittore Emmanuel Carrère, che ha svelato di essere stata costretta ad un rapporto sessuale forzato ai tempi in cui iniziava a muovere i primi passi nel giornalismo, ma che allora non aveva avuto il coraggio di denunciare: “Che peso avrebbero avuto le parole di una giovane alle prime armi contro una star della televisione?”.

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