I network leggevano pure i post privati

| Inchiesta del New York Times, Facebook ha ceduto sino al 2017 milioni di dati sensibili un centinaio di aziende globali, compresa Apple, Spotify, Amazon e Netflix. Un altro scandalo dopo Cambridge Analytics

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La vecchia filosofia di Facebook - ora la policy è cambiata, per fortuna, ha lasciato passare politiche di marketing molto discutibili. L’ultima notizia riguarda la cessione di milioni di dati personali alle maggiori compagnie tecnologiche mondiali superando  le regole della privacy in modo sistematico, secondo quanto rivela un’inchiesta del New York Times. Tra queste (sono un centinaio) Apple e  Amazon che avrebbero ricevuto nomi e informazioni e contatti degli utenti. Microsoft, Menlo Park, Spotify e Netflix avrebbero avuto accesso persino alla lettura di messaggi privati scambiati su Facebook. Netflix ha replicato su The Verge di “non aver mai letto messaggi privati né mai chiesto di farlo”. Gli accordi prevedevano un uso delle app per i propri utenti con la condivisione dei dati con la definizione delle aziende come “integrator partner”, compresi Yahoo e di Yandexm collegato al Cremlino. Tutti avrebbero avuto accesso agli user ID  degli utenti di Facebook fino al dicembre 2017. 

Quindi il programma “instant personalization” (personalizzazione istantanea) per facilitare la condivisione dei dati di Facebook con altri siti, in teoria con il con consenso degli utenti, ma le impostazione base prevedevano in automatico il via libera. Facebook avrebbe inoltre autorizzato alcune società ad accedere e leggere messaggi privati. In particolare Netflix e Spotify, sempre secondo il New York Times, avrebbero avuto accesso ai messaggi di 70 milioni di utenti.

Facebook si difende: non c’è niente di male; non abbiamo avuto sfruttato i dati perché non sapevamo di poterli prendere. Solo marketing. Niente di più. Una linea che non convince né i consumatori, né le autorità di controllo Usa. Finisce così un annus horribilis per Facebook, anche dopo lo scandalo di Cambridge Analytics. Magari l 2019 sarà migliore.

 
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