L’Australia chiede un’indagine sull’impero di Murdoch

| Dopo essere finito sotto la lente delle autorità britanniche, il colosso mediatico del tycoon è accusato di essere una minaccia alla libertà di stampa

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Più di 500 mila australiani hanno firmato una petizione che chiede l’apertura di un’inchiesta che porti chiarezza e trasparenza sull’impero mediatico di Rupert Murdoch, l’editore e imprenditore televisivo a capo del colossale “News Corporation”, un uomo con una fortuna stimata da “Forbes” in 13,9 miliardi di dollari.

La petizione è stata lanciata dall'ex primo ministro australiano Kevin Rudd poco più di tre settimane fa e si è conclusa nelle scorse ore: si chiede la creazione di una Royal Commission - la più alta forma di inchiesta pubblica prevista dalla costituzione australiana - per “indagare sulle minacce verso la libertà e la diversità dei media”. Ruud accusa le testate del colosso di diffondere “notizie deliberatamente polarizzanti e politicamente scorrette e manipolate”.

La petizione ha sollevato diverse preoccupazioni, compresi i rapporti di Google e Facebook con i media, ma ha individuato soprattutto nella “NWS” (Murdoch’s News Corp) una potenziale minaccia alla libertà di parola e al dibattito pubblico. “Siamo particolarmente preoccupati per il fatto che la stampa australiana sia controllata in modo schiacciante dalla News Corporation, fondata dal miliardario di “Fox News” Rupert Murdoch, che in Australia può contare su circa due terzi dei lettori di quotidiani. Un potere schiacciante regolarmente utilizzato per attaccare gli oppositori nel mondo degli affari e della politica, spesso fondendo le opinioni con la cronaca”.

La NWS è uno dei più grandi editori del Paese e possiede “The Australian”, il principale quotidiano nazionale e tabloid come “The Daily Telegraph” e “The Herald Sun”. “Mezzo milione di australiani hanno fatto sentire la loro voce: l’Australia sente il bisogno di una commissione per proteggere la linfa vitale della nostra democrazia”. La petizione sarà probabilmente presentata alla Camera dei Rappresentanti, che per legge non è obbligata in alcun modo ad agire.

Rudd ha parlato apertamente di ciò che considera l’influenza tossica delle proprietà mediatiche di Murdoch definendo l’impero giornalistico del miliardario un “cancro per la democrazia” negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Australia, paragonando l’organizzazione alla mafia. “Definire l’impero mediatico Murdoch un’organizzazione giornalistica impegnata a dare una copertura equa ed equilibrata in tutto il mondo è diventato uno scherzo”, ha detto Rudd. L’impero mediatico di Murdoch si estende in tutto il globo, e tempo fa la sua influenza è finita sotto la lente anche nel Regno Unito, dove la “News Corp” è proprietaria di tabloid come “The Sun” e “The Times”.

Nel 2017, le autorità di regolamentazione del Regno Unito hanno passato mesi a indagare sulla proposta di acquisizione del canale “Sky” da parte della Fox e sull’impatto che avrebbe avuto sul mercato dei media. Il governo ha anche verificato se la Fox fosse in grado di mantenere gli standard di trasparenza. Ma l’accordo non si è mai concretizzato: la Fox ha perso la battaglia per l’acquisizione di Sky contro la “Comcast”, mentre la Disney ha speso decine di miliardi di dollari per acquisire la maggior parte dei beni della Fox, esclusi “Fox News Channel”, Fox Sports e la rete televisiva “Fox”.

Come molte altre organizzazioni giornalistiche, anche News Corp Australia si sta occupando delle interruzioni della sua attività a causa dalla pandemia. All’inizio di quest’anno, la società ha annunciato che chiuderà decine di giornali locali in Australia e metterà fine alla produzione di prodotti cartacei per la maggior parte delle pubblicazioni più piccole, come parte di un’importante riorganizzazione del business nel Paese.

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