Le ire di Trump contro una giornalista

| Il presidente ha chiesto la testa di Jennifer Griffin, reporter di “Fox News”, colpevole di un’altra brutta figura dell’ex tycoon. Ma i colleghi la difendono

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Nella sempiterna guerra fra Donald Trump e i media, da sempre accusati di spacciare fake, entra a piedi uniti la vicenda di Jennifer Griffin, giornalista di “Fox News” che ha scatenato le ire presidenziali. Sulle pagine del mensile “The Atlantic”, la Griffin avrebbe svelato la poca propensione di Trump a partecipare a funerali o commemorazioni di defunti, liquidando come “idioti, sfigati e perdenti” quelli che l’America onora come “eroi caduti in guerra”.

Una rivelazione che nell’animo patriottico degli americani più anziani può risultare pericolosa assai, a cui Trump aveva reagito a suo modo: prima bollando come fake la notizia, e subito dopo chiedendo il licenziamento della reporter. Ma i colleghi di “Fox News” si sono compattati per difendere Jennifer, definita una “giornalista eccezionale”. L’hanno scritto e ripetuto Bret Baier, il conduttore, seguito dalle migliori firme del canale, come Trey Yingst, Bryan Llenas e Rich Edson.

A far capire la delicatezza del caso l’intervento di Melania, in genere piuttosto riluttante a esporsi in prima persona: “La storia di The Atlantic non è vera: questo è attivismo, non giornalismo, e rappresenta un disservizio per la gente di questo paese”.

Ma è comunque un brutto colpo per Trump, soprattutto perché Fox News – canale televisivo fondato da Robert Murdoch - è uno dei pochissimi media politicamente allineati a Trump. La Griffin, 51 anni, nel frattempo ribadisce la bontà del suo scoop: “La notizia è vera, fondata e confermata da più fonti, o non l’avrei mai scritta”.

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