Ronan Farrow, l’uomo che fa tremare l’America

| Figlio di Mia Farrow e Woody Allen, 31 anni, è uno dei giornalisti d'assalto più apprezzati negli USA, colui che ha svelato agli occhi del mondo le abitudini dissolute di Harvey Weinstein

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Di Germano Longo
C’è un nuovo sceriffo in città, dicevano nei film western per spiegare in una frase che l’aria era cambiata. In America, il nuovo sceriffo senza stella si chiama Ronan Farrow, classe 1987, giornalista che ha lavorato per un anno insieme a due colleghe, pescando nel torbido fino a tirare fuori un’inchiesta che è diventata un maremoto mondiale: Harvey Weinstein, il mega produttore hollywoodiano e, appena qualche ora fa, la costola del tutto inattesa di Eric Schneiderman, il procuratore di New York che doveva indagare proprio su Weinstein, anche lui finito sotto accusa per certi appetiti notturni sfociati in molestie. Due colpi giornalistici di prim’ordine, impacchettati a dovere da Ronan per “The New Yorker”, celebre e diffusissimo magazine nato nel lontano 1925, così clamorosi da far vincere il premio Pulitzer 2018 alla testata edita da Condé Nast.

Di colpo, il nome di Ronan è diventato il terrore dell’establishment a stelle e strisce, quel sottobosco di poteri in cui gente come Weinstein sguazzava, certi di essere al di sopra di ogni sospetto e possibile congiura, protetti da denaro e professionisti che avevano il compito di comprare il silenzio. Non avevano fatto i conti con Ronan, giornalista con un cognome di peso sulle spalle, Farrow, quello di sua madre Mia, scelto per evitare quello di suo papà Woody Allen, dopo il polverone familiare del 1992.

Satchel Ronan O’Sullivan Farrow è un figlio d’arte, ma molto particolare, che alle luci dello spettacolo ha preferito quelle del giornalismo. Un mezzo genio che a 15 anni diventa il più giovane diplomato del prestigioso “Bard College”, seguito nel 2009 dalla laurea in giurisprudenza alla “Yale Law School” che gli apre le porte prima dell’amministrazione Obama come consigliere speciale per gli affari umanitari e le ONG, e subito dopo nel team sulle problematiche giovanili voluto dall’allora segretario di Stato Hillary Clinton.

Ma la sua passione è sempre stata scrivere: firma inchieste e articoli per “The Guardian”, il “L.A. Times”, il “Wall Street Journal” ed “NBC”, che però nel 2015 boicotta la sua inchiesta sulle discutibili condotte sessuali di Harvey Weinstein. Un articolo che, al contrario, “The New Yorker” vuole e pubblica, scatenando il putiferio del sex scandal che ha fatto tremare Hollywood.

A parte i premi e i riconoscimenti messi da parte per le sue inchieste coraggiose, come il “Cronkite” vinto nel 2014 e l’ingresso nell’elenco dei “30 Under 30 Most Influential People”, Ronan Farrow non ha esitato a prendere posizione pubblica neanche di fronte ai pasticci combinati dalla sua famiglia. Nel 1992, le cronache si riempiono della love story fra Woody Allen e la figlia adottiva Soon-Yi Previn, e Ronan finisce in mezzo ad una faida familiare senza esclusione di colpi, accusando il padre di aver abusato di Dylan, un’altra delle figlie adottive della coppia. “Ora che lui ha sposato Soon-Yi - dichiara poco dopo il matrimonio - dovrei essere figlio di mia sorella e al tempo stesso suo cognato: non ha senso”. Da quel momento, prese le distanze dal genitore, la decisione di utilizzare il cognome della madre.

A mettere il dubbio che Ronan sia realmente figlio di Woody ci ha pensato Mia Farrow, che qualche tempo ha ipotizzato che il vero padre possa essere Frank Sinatra.

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