Uccidi un giornalista, polemica per un gioco

| La settima missione del videogame “Sniper 3D Assassin” consiste nell’eliminare un reporter. E in America si scatenano le proteste

+ Miei preferiti
È stato Jamal Jordan, un giornalista del “New York Times”, ad accorgersi che qualcosa non andava guardando il nipote impegnato in un videogame sul suo smartphone. La settima missione di “Sniper 3D Assassin”, gioco disponibile anche in Italia sulle piattaforme Android, iOS e Windows in cui si interpreta il ruolo di un cecchino che deve compiere diverse missioni per eliminare obiettivi prefissati, parla chiaro: “Kill a journalist”, uccidi un giornalista.

La storia è stata immediatamente ripresa dal “Washington Post” e da altri media, compreso “HuffPost America” che ha contatto direttamente gli sviluppatori brasiliani dello studio “TGF Co.” chiedendo spiegazioni. La risposta del publisher non si è fatta attendere: “Il gioco è riservato ad un pubblico adulto, ma viste le reazioni, il livello sarà presto rimosso”. Ma la polemica in America infuria, specie perché la categoria dei giornalisti ha più volte denunciato di sentirsi in pericolo dopo gli attacchi del presidente Trump nel 2017, che ha definito la stampa “nemici del popolo”.



L’episodio incriminato si intitola “Breaking News”, e il giornalista da eliminare, spiega la scheda, ha corrotto un agente di polizia per farsi consegnare dei documenti sensibili in una valigetta 24 ore. L’invito è: “Rendilo famoso in un altro modo”.

“Sniper 3D Assassin” è un gioco nato nel 2014, scaricato in 10milioni di download in tutto il mondo rendendolo uno dei giochi più seguiti sull’App Store.

Galleria fotografica
Uccidi un giornalista, polemica per un gioco - immagine 1
Media
Julian Assange non sarà estradato
Julian Assange non sarà estradato
Una vittoria per il fondatore di WikiLeaks: per il giudice dell’Old Bailey consegnarlo all’America equivaleva ad una condanna a morte
Il destino di Assange
Il destino di Assange
Mancano poche ore alla sentenza che deciderà l’estradizione o meno del fondatore di “WikiLeaks”. Numerose le richieste di grazie che arrivano da tutto il mondo
Condannata la reporter che aveva raccontato l’agonia di Wuhan
Condannata la reporter che aveva raccontato l’agonia di Wuhan
Quattro anni di galera a Zhang Zhan, giornalista che per tre mesi aveva svelato quello che i media statali non mostravano. La pandemia usata come scusa da Pechino per reprimere le poche voci dissidenti interne
«La regina è morta», una radio francese pubblica la notizia per errore
«La regina è morta», una radio francese pubblica la notizia per errore
Per un problema tecnico, all’emittente francese “RFI” sono sfuggiti una serie di “coccodrilli” che la redazione tiene pronti in caso di scomparsa di personaggi celebri
L’Australia chiede un’indagine sull’impero di Murdoch
L’Australia chiede un’indagine sull’impero di Murdoch
Dopo essere finito sotto la lente delle autorità britanniche, il colosso mediatico del tycoon è accusato di essere una minaccia alla libertà di stampa
La mano colpevole di Jeffrey Toobin
La mano colpevole di Jeffrey Toobin
Non si era accorto che il collegamento “Zoom” con altri colleghi era ancora attivo, e si è masturbato sotto gli occhi attoniti degli altri ospiti. La CNN e il New Yorker, per cui lavorava, l’hanno sospeso
Giornalista si dà fuoco in Russia: «Incolpate il Cremlino»
Giornalista si dà fuoco in Russia: «Incolpate il Cremlino»
Irina Salvina, direttrice di “Koza.Press” si è tolta la vita dandosi fuoco davanti alla sede del ministero degli interni, a Nizhnij Novgorod. Da mesi subiva pressioni e persecuzioni, denunciano i gruppi dissidenti
Alcol e tristezze a Westminster
Alcol e tristezze a Westminster
Un libro di prossima uscita, scritto dalla moglie di un ex parlamentare, svela la rabbiosa reazione del premier David Cameron alla sconfitta della Brexit. E ne ha anche per BoJo
Le ire di Trump contro una giornalista
Le ire di Trump contro una giornalista
Il presidente ha chiesto la testa di Jennifer Griffin, reporter di “Fox News”, colpevole di un’altra brutta figura dell’ex tycoon. Ma i colleghi la difendono
Il rischio dei “preprint” nell’era di COVID-19
Il rischio dei “preprint” nell’era di COVID-19
Gli archivi on-line dove i ricercatori condividono i loro lavori esistono da anni, ma solo recentemente contengono ricerche mediche. E sarebbe opportuno che i media evitassero di diffondere questi studi come se fossero definitivi