"Ho l'asma, mi soffocherai con quel sacchetto..."

| Le ultime parole del giornalista Jamal Kashoggi prima di essere ucciso nel consolato saudita di Istanbul. I killer intercettati 12 minuti prima : "Si può mettere il cadavere nella borsa?". Il medico-macellaio: "No, a pezzi nei sacchetti"

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Di Michael O'Brien

Dodici minuti prima che il giornalista del Washington Post Jamal Kashoggi (nella foto l'ultima sua immagine da vivo), commettesse l’ingenuità, il 6 ottobre 2018, di andare personalmente nel consolato saudita di Istanbul per ritirare, su appuntamento, i documenti per sposarsi con una ragazza di origine turca, già i suoi assassini studiavano i particolari tecnici dell’esecuzione. Il dottore  Salah Muhammed Al-Tubaigy, capo della Forensic Evidence presso il dipartimento di sicurezza generale saudita, spiega serafico: “.non taglio mai corpi a calo, ma è facile. Io indosso le mie cuffie, sento la mia musica, fumo il mio sigaro e in pochi minuti facciamo tutto…”. Esattamente 30 minuti dura il frastuono della motosega registrato, come le conversaxioni, dalle radiospie dei servizi segreti turchi seminate negli uffici del Consolato,

Comando la squadra della morte Maher Abdulaziz Mutreb, ufficiale considerato molto vicino al principe ereditario Mohammed bin Salman. “È possibile mettere il corpo in una borsa?”, si chiede Mutreb. Il dotte lo stoppa: “No. Troppo pesante, anche molto alto. Ho sempre lavorato su cadaveri. So tagliare molto bene. Dopo averlo smembrato, avvolgerai le parti in sacchetti di plastica, le metterai in valigie e le porterai fuori dall’edificio». Poi arriva il giornalista-editorialista del Wahington Post: “Scrivi un messaggio a tuo figlio, digli che stai bene e che arriverai presto, di non preoccuparsi”. Ma Kashoggi si rifiuti; “Cosa fate? Mi drogate? Mi rapite, non potete farlo”.“Scrivilo, signor Jamal – replica Mutreb – sbrigati. Aiutaci affinché possiamo aiutarti, perché alla fine ti riporteremo in Arabia Saudita e se non ci aiuti saprai cosa accadrà alla fine, ti addormentiamo”. Dopo un po’ Kashoggi viene drogato, e i suoi aguzzini gli mettono un sacchetto in plastica in testa. «Ho l’asma. Non farlo, mi soffocherai» le ultime parole Khashoggi. Alle 13:39, la motosega andrà avanti per mezz’ora a smembrare il corpo. Che non è mai stato trovato.

Medio Oriente
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