Il corpo di Jamal Khashoggi

| Un emittente televisiva cinese, ripresa da numerosi media internazionali, ha diffuso le immagini delle telecamere a circuito chiuso: mostrano alcuni uomini che escono dal consolato con borse e valigie

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È stata la “CCTV” (China Central Television) a mostrare le immagini delle telecamere a circuito chiuso delle valigie che presumibilmente contenevano parti del corpo di Jamal Khashoggi trasportate il giorno in cui è stato ucciso nella residenza del console saudita, a poca distanza dal consolato di Istanbul. Le immagini mostrano tre uomini che trasportano cinque valigie e due grandi borse nere.

Citando fonti turche anonime, la rete “A-Haber” ha riferito che il corpo smembrato del giornalista 59enne si trovava all’interno delle valigie e delle borse. 

Khashoggi, editorialista del “Washington Post”, è stato ucciso il 2 ottobre in quella che Riyadh ha definito un’operazione “canaglia” che ha messo a dura prova i rapporti tra l’Arabia Saudita e l’Occidente.

L’ex insider saudita diventato critico verso il regime è stato strangolato prima di essere tagliato a pezzi da una squadra di 15 sauditi inviati a Istanbul per l’operazione, secondo le ricostruzioni dei funzionari turchi, e le parti del suo corpo sarebbero state sciolte nell’acido.

Il consolato e la residenza sono stati perquisiti dalle autorità turche in ottobre insieme a diversi altri luoghi, ma il corpo di Khashoggi non è mai stato ritrovato. Si è ipotizzato che il principe ereditario saudita Mohammed Bin Salman abbia ordinato l’omicidio, ma Riyadh ha assolto il leader de facto da ogni colpa, respingendo ripetutamente le richieste turche di estradare i sospetti legati all’omicidio del giornalista.

Il canale A-Haber ha riferito che borse e valigie sono state caricate su un minibus che ha percorso la breve distanza dal consolato ad un garage della residenza del console: alcuni uomini vengono poi visti mentre li portano dentro.

All’inizio della settimana, un nuovo resoconto degli ultimi istanti di vita di Khashoggi ha sostenuto che allo scrittore è stata offerta una tazza di tè che l’avrebbe drogato, prima di brutalmente assassinato. Il giornalista aveva deciso di lasciare l’Arabia Saudita per gli Stati Uniti nel settembre 2017, ma è stato attirato all’ambasciata di Istanbul lo scorso ottobre per ritirare alcuni documenti necessari per il suo matrimonio.

I dispositivi di ascolto installati all'interno dell’edificio dai servizi segreti turchi hanno catturato i dialoghi della “squadra della morte” che ha pianificato l’omicidio nei giorni precedenti. Un rapporto del Washington Post, dice che quando è arrivato al consolato, un membro della squadra ha chiesto “se volesse un tè”: nella risposta di Khashoggi si avverte un senso di disagio.

Poco dopo, un membro della squadra saudita ha detto al giornalista che sarebbe “tornato in Arabia Saudita”, prima di iniettargli una dose letale di sedativo. Le ultime sofferenze di Khashoggi si sentono sui nastri delle registrazioni, aggiungendo che non c’è nulla che suggerisca che la squadra avesse l’intenzione di prendere Khashoggi vivo.

Ulteriori rapporti che citano coloro che hanno ascoltato le registrazioni sostengono che le ultime parole di Khashoggi state “non riesco a respirare”. Pochi istanti dopo che i suoi sussulti si sono attenuati, il silenzio cede il passo al suono sinistro di una sega elettrica, in linea con le notizie secondo cui il corpo di Khashoggi è stato smembrato. 

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha ripetutamente detto che non rinuncerà al caso e ha criticato Riyadh per aver cambiato ripetutamente la sua storia. La Turchia ha cercato di estradare 18 sospetti, tra cui 15 membri di una presunta squadra di assassini.

All’inizio di questo mese, il Senato degli Stati Uniti ha approvato una risoluzione che ritiene Mohammed bin Salman responsabile dell’uccisione e chiede al governo dell’Arabia Saudita “un adeguato senso di responsabilità”.

Il passaggio è avvenuto poco dopo che il Senato ha approvato di porre fine al sostegno militare degli Stati Uniti per la guerra guidata dall’Arabia Saudita nello Yemen.

Trump ha detto che vuole che Washington sia al fianco del governo saudita e del principe, che descrive come un alleato chiave, nonostante la CIA abbia anche riferito che probabilmente è stato lui ad ordinare l’uccisione di Khashoggi. I funzionari sauditi hanno respinto le accuse. Il pubblico ministero saudita sta cercando di ottenere la pena di morte per cinque sospetti, mentre il regno cerca di contenere la più grande crisi politica della sua storia.

La scorsa settimana la rivista Time ha messo in copertina Jamal Khashoggi, nominandolo, insieme ad altri tre giornalisti “Persona dell’anno 2018” per aver difeso la verità di fronte alle persecuzioni e alla violenza.

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