Lapidazioni e amputazioni nel Brunei

| Entra in vigore fra pochi giorni il nuovo codice penale che prevede le pene corporali della sharia. Protesta delle organizzazione umanitaria

+ Miei preferiti
Il Sultanato del Brunei, piccola isola del Borneo, è celebre per la ricchezza: il Sultano, in carica dal 1967, è uno degli uomini più ricchi al mondo, con 20 miliardi di dollari sul conto personale. Ma sono così alti i proventi derivanti dal petrolio da aver spinto lo Stato a non richiedere ai propri cittadini tasse e imposte di alcun tipo, garantendo scuola e sanità a tutti in modo totalmente gratuito. Una forma di civiltà invidiata quasi ovunque, che però va a scontrarsi con altre imposizioni, perfino peggiori. Dal 3 aprile prossimo, entrerà in vigore un nuovo codice penale basato sulla “sharia” che prevede la pena coranica per chi si macchina di omosessualità, adulterio e furto. Le pene previste, terribili, includono la lapidazione e l’amputazione di una mano o un piede in caso di furto.

L’intenzione di introdurre le pene corporali della sharia era stato ventilato nel 2014, e vanno ad aggiungersi a multe e condanne per chi non va alla preghiera del venerdì. La legge si applicherà solo ai musulmani, i due terzi della popolazione.

Immediata la reazione di “Amnesty International”, che parla di “barbarie da fermare immediatamente” aggiungendo che alcuni dei reati puniti “non dovrebbero neanche essere reati, come i rapporti consensuali fra persone dello stesso sesso”.

Medio Oriente
Omicidio Khashoggi, concluso il «processo farsa»
Omicidio Khashoggi, concluso il «processo farsa»
Il tribunale di Riad condanna gli otto imputati ad una pena massima di 20 anni di carcere. Ma per l’Onu e la fidanzata del reporter ucciso, i mandanti sono ancora a piede libero
80 milioni di dollari per la testa di Trump
80 milioni di dollari per la testa di Trump
È l’agghiacciante minaccia partita dalla folla che sfilava per le strade dell’Iran durante i funerali del generale Solimani. Il mondo in ansia per il timore di una nuova guerra
Autobomba a Mogadiscio: 90 morti
Autobomba a Mogadiscio: 90 morti
Il bilancio non ancora definitivo parla di una vera e propria strage. L’attentatore suicida entrato in azione in una zona molto trafficata della città somala
Cinque condanne a morte per Khashoggi
Cinque condanne a morte per Khashoggi
Altre tre persone condannate e 24 anni di reclusione: assolti per insufficienza di prove il braccio del principe ereditario MbS
“Abbiamo tradito i curdi”
“Abbiamo tradito i curdi”
Il malcontento fra le truppe americane per la politica di Trump: “Ci vergogniamo delle decisioni di Washington: non possiamo abbandonare il popolo curdo in questa situazione. È un tradimento”
Lo scandalo del premier e la modella
Lo scandalo del premier e la modella
L’attuale primo ministro libanese Hariri incastrato dalle dichiarazioni della sua amante, una modella sudafricana che avrebbe foraggiato abbondantemente con fiumi di denaro. I libanesi sul piede di guerra
Jamal Khashoggi, un anno di silenzi
Jamal Khashoggi, un anno di silenzi
Un anno fa, il giornalista saudita del Washington Post svaniva nel nulla. Inchieste, accuse, sospetti e prove non hanno portato a nulla. Per le grandi potenze mondiali, probabilmente il caso è chiuso
Le mezze confessioni di MbS
Le mezze confessioni di MbS
Il principe saudita Mohammed bin Salman si assume la responsabilità della morte di Jamal Khashoggi. E annuncia anche importanti riforme come l’apertura al turismo internazionale
Egitto, il dissenso torna in piazza
Egitto, il dissenso torna in piazza
Per la prima volta massicce proteste contro il governo di Al Sisi che reagisce con una forte repressioni, decine di fermi. Ancora tensione in pizza Tahir, simbolo della rivolta
Israele, chi ha vinto e chi ha perso? Non si sa
Israele, chi ha vinto e chi ha perso? Non si sa
Gantz si candida premier alla guida di una colazione con l'estrema destra e i partiti liberali. L'uscente Netanyahu ha chiesto invano un incontro. Marinone, CESI: "Maggioranza quasi impossibile ma ex premier sconfitto"