Le mezze confessioni di MbS

| Il principe saudita Mohammed bin Salman si assume la responsabilità della morte di Jamal Khashoggi. E annuncia anche importanti riforme come l’apertura al turismo internazionale

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La comunità internazionale non perdona l’Arabia Saudita per la morte del giornalista Jamal Khashoggi, ucciso e fatto a pezzi nell’ottobre dello scorso anno all’interno dell’ambasciata saudita di Istanbul. E l’immagine del regno, che Mohammed bin Salman aveva faticosamente tentato di modernizzare ad arte con riforme epocali come la concessione della patente alle donne, vacilla come non mai. Problemi che sono motivo di forti preoccupazioni per la famiglia reale saudita, che dopo lunghe discussioni e valutazioni interne deve avere convinto il principe MbS a miti consigli.

Nel corso di un’intervista rilasciata alla “PBS”, il principe bin Salman ha ammesso che “Tutto è accaduto sotto i miei occhi: mi assumo la responsabilità di quel che è accaduto”. Un’ammissione comunque parziale, poiché alla domanda se fosse vero che il commando ha utilizzato jet privati sauditi per il blitz dell’omicidio, il principe ha replicato: “Siamo 20 milioni di persone, con 3 milioni di impiegati nel governo. Ho funzionari e ministri che seguono queste cose e di cui sono responsabili”. La posizione resta quindi la stessa: un’operazione autonoma e non autorizzata.

Ma a quasi un anno di distanza dalla terribile morte del giornalista dissidente saudita, diverse inchieste sarebbero giunte alla conclusione che Mohammed bin Salman fosse il vero mandante occulto dell’omicidio. Accuse da cui il principe ha sempre tentato di prendere le distanze, parlando fin dall’inizio della vicenda di un omicidio “odioso e disgustoso” su cui avrebbe presto avviato un’indagine interna.

Non è l’unica mossa pubblica di MbS, che tentando di recuperare un po’ di credibilità ha scelto di aprire per la prima volta le porte del regno ai turisti. Per molti versi una svolta epocale, visto che nelle linee guida diffuse da Ahmad al Khateeb, presidente della commissione per il turismo, non si cita l’obbligo per le turiste donne di indossare l’abaya, la lunga veste obbligatoria, ma semplicemente di “abbigliamento modesto: le donne dovranno avere spalle e ginocchia coperte”. Resta invece invariato il divieto di consumo e importazione di alcolici.

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