Divulgati i rapporti degli incontri con gli UFO

| Senza il “top secret” dai rapporti degli avvistamenti con velivoli non identificati, si legge che l’ipotesi sia quella di droni invisibili. Ma l’ex capo di un progetto di ricerca non è d’accordo: nessuno possiede quelle tecnologie

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Gli “hazard reports” - le segnalazioni di pericolo recentemente divulgate dal Pentagono che descrivono dettagliatamente gli incontri tra velivoli della US Navy e “fenomeni aerei non identificati” - rivelano alcuni dettagli su alcuni episodi ufficialmente declassificati e resi pubblici.

“Il velivolo sconosciuto sembrava essere di piccole dimensioni, circa quelle di una valigia, e di colore argento”, si legge in un rapporto che descrive un “incontro ravvicinato” che risale al 26 marzo 2014. Uno degli “F/A-18” della Marina Militare “è passato a meno di 1000 metri dall’oggetto, ma non è stato in grado di determinarne l’identità”, aggiunge il rapporto in cui si afferma che il pilota “ha tentato di riprendere il contatto visivo con il velivolo, ma non ci è riuscito”.

La CNN ha ottenuto i documenti del “Navy Safety Center” un tempo bollati come “Solo per uso ufficiale”, seguono la pubblicazione ufficiale del Pentagono alla fine del mese scorso di tre brevi video che mostrano “fenomeni aerei non identificati” precedentemente resi pubblici da una società privata.

I rapporti sono stati pubblicati per la prima volta da “Drive”, un sito web che si occupa di questioni militari, che a sua volta ha ottenuto i documenti attraverso una richiesta di “Freedom of Information Act”. I video mostrano quelli che sembrano essere oggetti volanti non identificati che si muovono rapidamente mentre vengono registrati da telecamere a infrarossi. Due dei video contengono le reazioni dei piloti, impauriti dalla velocità con cui gli oggetti si muovono: uno ipotizza che possa trattarsi di un drone.

I rapporti appena pubblicati sembrano condividere questa valutazione, descrivendo molti dei velivoli non identificati come “UAS” (Unmanned Aerial Systems), il nome ufficiale con cui il Pentagono indica gli aerei drone.

Secondo un altro rapporto del novembre 2013, un pilota di un F/A-18 della Marina Militare “è stato in grado di acquisire visivamente un piccolo velivolo di colore bianco con un’apertura alare di circa un metro. A causa delle piccole dimensioni, il velivolo è stato identificato come un UAS”.

Un altro incidente risale al 27 giugno 2013: “Il velivolo era di colore bianco e aveva approssimativamente le dimensioni e la forma di un drone o di un missile”. Ma se le ipotesi convergono sulla presenza di droni altamente sofisticati, è anche vero che l’intelligence militare e i sistemi di controllo non sono stati in grado di identificare chi stava pilotando il drone. Una mancanza che si traduce in un pericolo per i caccia della Marina in addestramento al largo della costa della Virginia.

“Dopo gli avvistamenti, l’agenzia di controllo ha contattato numerosi operatori UAS locali, ma nessuno ha dichiarato di essere a conoscenza dell'aeromobile non identificato. Credo sia solo una questione di tempo prima che uno dei nostri F/A-18 abbia una collisione a mezz’aria con un UAS non identificato - ha avvertito uno degli autori del rapporto - per molti versi, i droni rappresentano un rischio maggiore perché spesso sono meno visibili e meno identificabili dai radar rispetto ai velivoli con equipaggio”.

Il sospetto, che non si legge da nessuna parte ma è implicito, è che i droni possano essere operati da Paesi fondamentalmente ostili come Russia o Cina, che potrebbero aver tentato di raccogliere informazioni sulle operazioni militari statunitensi.

I video degli incontri sono stati pubblicati per la prima volta tra dicembre 2017 e marzo 2018 da “To The Stars Academy of Arts & Sciences”, una società co-fondata dall’ex musicista dei “Blink-182” Tom DeLonge che afferma di studiare i fenomeni aerei non identificati.

In precedenza, il Pentagono ha analizzato le registrazioni di incontri con oggetti sconosciuti nell’ambito di un programma segreto che è stato lanciato per volere dell’ex senatore del Nevada Harry Reid. Il programma è stato varato nel 2007 e si è concluso nel 2012, poiché il Pentagono ha valutato priorità più alte che necessitavano di finanziamenti. Tuttavia, Luis Elizondo, l’ex capo del programma, è convinto “che ci siano prove molto convincenti che non siamo soli. Questi velivoli mostrano caratteristiche e tecnologie che non sono attualmente conosciute dagli Stati Uniti come di qualsiasi arsenale straniero di cui siamo a conoscenza”. Nel 2017, Elizondo ha dato le dimissioni dal Dipartimento della Difesa per protestare contro la segretezza che circonda il programma e l’opposizione interna al suo finanziamento.

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