Langham Hotel, l’albergo dei fantasmi

| Sorge nel pieno centro di Londra ed è famoso per aver dato vita alla tradizione del tè pomeridiano e per essere stato il primo in Inghilterra con la luce elettrica. Ma la sua caratteristica migliore sono gli spettri che lo infestano

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Di Marco Belletti
Ci sono costruzioni all’interno delle quali si respira a pieni polmoni la memoria di un luogo, di una città o di un popolo. Questo è particolarmente vero in quei Paesi dove la cultura della tradizione è un fattore importante e permea tutta la popolazione. L’Inghilterra è uno di questi, e Londra in particolare riesce a mescolare l’innovazione più spinta alle tradizioni più rigide. Basti pensare alla “swinging London” degli anni Sessanta, quando la capitale inglese era un crogiuolo di novità e comportamenti rivoluzionari, ma che non riusciva ad abbandonare i taxi neri a forma di scarafaggio o i bus a due piani rossi. 

Altre due tradizioni molto radicate tra gli inglesi sono il mitico tè delle cinque e le case infestate dai fantasmi. Ebbene, c’è un luogo a Londra – a Langham Place nel quartiere Marylebone, non molto lontano da Regent’s Park – che riunisce queste tradizioni e le abbina all’innovazione. Si tratta dell’hotel che prende il nome dalla piazza dove sorge (di fronte alla sede della BBC) edificato tra il 1863 e il 1865, costato all’epoca ben 300 mila sterline, una cifra molto elevata. I costruttori non badarono a spese ed esagerarono forse un po’ nella realizzazione, visto che dispone di 380 camere, 15 sale riunioni, numerosi ristoranti e una quantità non precisata di saloni per il tè. E sì, proprio per questo motivo il “Langham Hotel” è diventato immediatamente famoso e il punto di riferimento per la gente che conta, grandi uomini politici mondiali, artisti, scrittori, musicisti… Arthur Conan Doyle fu così affascinato dall’albergo da trasformarlo in palcoscenico per ospitare il personaggio di Sherlock Holmes in una delle sue avventure.

Ma il Langham Hotel è diventato famoso in quanto la leggenda vuole che proprio nelle sue sale si sia diffusa la tradizione del tè pomeridiano con i biscotti, la bevanda miscelata con tanto latte da farle perdere tutto il suo aroma ambrato, e pasticcini talmente ripieni di burro da far schizzare il colesterolo solo a guardarli.

Sembra che l’usanza di bere tè mangiando qualcosa a metà pomeriggio sia stata inventata intorno al 1840 da Anna Russel, duchessa di Bedford, dama di corte della regina Vittoria. La duchessa trovava troppo lungo il periodo tra il pranzo e la cena, che l’etichetta di corte impone debba consumarsi alle otto di sera, e così per sconfiggere i languorini - non avendo a disposizione un Ferrero Rocher – amava farsi servire del tè verso le 5, accompagnato da pane, burro e dolci.

La nobildonna inizia a invitare alcuni amici per prendere il tè, l’idea viene apprezzata e ben presto l’abitudine si diffonde tra la nobiltà londinese, e quando la regina Vittoria organizza i primi “Afternoon Tea” la merenda d’alto bordo si trasforma in evento sociale, al quale è necessario presentarsi con un idoneo dress-code. E per chi non appartiene alla nobiltà ma alla ricca borghesia, l’hotel Langham mette a disposizione una grande quantità di sale in cui consumare il rito pomeridiano.

E anche se sembra che l’abitudine del tè delle cinque fosse in realtà già diffusa nel Seicento, è tuttavia probabile che solo grazie alla duchessa di Bedford si sia trasformata in un’istituzione nazionale.

Passando dai biscotti alla tecnologia, nel 1879 l’Hotel Langham è protagonista di una grande innovazione: per la prima volta nel Regno Unito un edificio viene illuminato dalla luce elettrica e non dalle lampade a gas. Si tratta appunto dell’ingresso dell’albergo, che appena un anno dopo l’invenzione della lampadina a incandescenza da parte di Thomas Edison già attira clienti, curiosi e perditempo a fissare a bocca aperta la grande novità.

Quindi, un’innovazione - quella del tè - che negli anni si è trasformata in tradizione, e un’altra novità (la luce elettrica) che invece è diventata un cosa normale, cui si aggiunge una tradizione già in epoca vittoriana che anche oggi è rimasta tale, benché un po’ passata di moda: i tipici fantasmi inglesi.

Eh sì, perché il Langham hotel è l’albergo più infestato al mondo, potendone annoverare ben sette. Il primo risale alla fine dell’Ottocento, un medico che uccise la moglie mentre trascorreva la luna di miele nell’albergo, per poi togliersi la vita. Un dipendente della BBC nel 1973 ha affermato che una notte apparve nella sua stanza una presenza fluorescente, vestita secondo la moda vittoriana: l’uomo era fuggito terrorizzato. Più coraggioso un altro ospite che dopo aver visto il fantasma del medico, gli aveva tirato addosso una scarpa, ovviamente passata indenne attraverso il corpo dello spettro.

Altrettanto evidente è un’altra apparizione dell’hotel, quella di un ragazzo alto con capelli corti e giacca militare che pare si manifesti spesso. Dovrebbe essere un principe tedesco che si è ucciso lanciandosi da una finestra del Langham allo scoppio della seconda guerra mondiale. Ancora una volta è un presentatore della BBC a descriverlo per la prima volta. E che dire dello stravagante fantasma del maggiordomo con le calze bucate e del valletto che lo accompagna? Entrambi si aggirano nelle stanze al terzo piano, sono visti anche loro per la prima volta nel 1973 e sarebbero state le prime persone a scoprire il medico suicida.

Altri due spettri sono il fantasma con il volto sfregiato, con una guancia quasi staccata, che sembra se ne abbia a male se i malcapitati che lo incontrano si mettono a urlare, e il dispettoso spirito che si diletta a scuotere il letto delle giovani donne in viaggio da sole.

Compare invece principalmente nel seminterrato e nelle cantine – anche se non disdegna qualche apparizione nelle stanze degli ospiti – l’ultimo fantasma che sarebbe addirittura quello di Napoleone III. Ospite dell’hotel durante il suo esilio a Londra, all’imperatore sarebbe tanto piaciuto il Langham da non volersene più andare…

Il medico suicida, il principe tedesco e lo spirito che scuote i letti hanno l’abitudine di manifestarsi soprattutto nella stanza numero 333, che oltretutto sembra porti sfortuna alle coppie di neo-sposi. Infatti, i coniugi che incontrano il fantasma del medico nella stanza, secondo la leggenda sono destinati a lasciarsi 3 anni, 3 mesi e 3 giorni dopo l’incontro.

Oggi l’albergo è proprietà della famiglia Hilton che lo ha acquistato, ristrutturato e riammodernato con un investimento di quasi 28 milioni di sterline. Detto in altro modo: è come dire se ogni fantasma fosse stato pagato quasi quattro milioni di sterline. Davvero una bella valutazione.

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Langham Hotel, l’albergo dei fantasmi - immagine 1
Langham Hotel, l’albergo dei fantasmi - immagine 2
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