È morto il bimbo indiano intrappolato in un pozzo

| Venerdì scorso, un bimbo di due anni era scivolato in un pozzo abbandonato: ma malgrado le imponenti operazioni di soccorso e le preghiere le mondo interno, Sujith non ce l’ha fatta

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Da venerdì scorso, tutta l’India pregava per la sorte di Sujith Wilson, un bimbo di due anni precipitato in un pozzo abbandonato di 30 metri di profondità in un piccolo villaggio del Tamil Nadu, nel sud del Paese, mentre giocava con alcuni amichetti a poca distanza dalla sua abitazione.

Da quel momento, per 500 persone è stata una corsa contro il tempo per salvare il piccolo: hanno iniziato pompando ossigeno all’interno del pozzo e con una microcamera lo tenevano sotto controllo. Altre squadre hanno iniziato a perforare un tunnel parallelo, ma a 13 metri di profondità hanno incontrato una formazione rocciosa che li ha bloccati: “Non siamo in grado di prevedere cosa nasconde il sottosuolo: la situazione è difficile, ma speriamo di riuscire a tirarlo fuori a breve”.

Speranze che sono svanite poche ore fa, quando il corpo senza vita di Sujith Wilson è stato estratto dal pozzo, dopo l’annuncio in una conferenza stampa che il bimbo aveva purtroppo smesso di dare segni di vita.

I suoi resti saranno cremati a Nadukattupatti, il villaggio dove viveva. Kala Mary, la mamma di Sujith, seduta compostamente nella modesta abitazione della famiglia, si limita a ripetere “Mio figlio non meritava questa fine”.

Tutta l’India era rimasta con il fiato sospeso per giorni, seguendo le fasi dei tentativi di salvataggio: gli hashtag #prayforsurjeeth e #sujithwilson avevano fatto il giro del mondo. L’incidente ha scatenato richieste di sanzioni più severe per i numerosi pozzi abbandonati disseminati ovunque: “A nessuno dovrebbe più toccare la sorte di Sujith”.

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