2021, l’anno delle cospirazioni

| Mentre il mondo spera nel vaccino, migliaia di siti e profili spacciano teorie cospirazioniste influenzano milioni di persone. Dopo la campagna contro Bill Gates ora ci sarebbe una lucertola che comanda segretamente il pianeta

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Londra, sabato mattina: nei pressi della stazione ferroviaria di Stratford, un’ottantina di persone si sono date appuntamento per protestare. Una piccola folla eterogenea composta da teorici della cospirazione in passamontagna e uomini di mezza età con giacche impermeabili. Uno urlava nel megafono: “Il vaccino è nato per renderci sterili: hanno trovato il modo di controllarci”.

Non è una novità che molte teorie di cospirazione siano fiorite durante la pandemia: una delle prime e più celebri ha come protagonista il co-fondatore di Microsoft, Bill Gates, miliardario che starebbe approfittando dei vaccini contro il coronavirus per diventare ancora più ricchi. Val la pena precisarlo: sono state fatte inchieste e non ci sono prove che Gates o la sua fondazione traggano profitto dai vaccini Covid-19, anzi, Bill e sua moglie Melinda hanno donato ingenti somme per velocizzare la ricerca.

Ma a nulla sono valse le rassicurazioni, in rete circola e si diffonde la teoria secondo cui “Dovremmo fidarci del vaccino anche sapendo che Gates e i colossi farmaceutici non finiranno nei guai se qualcuno morirà?”. Ecco perché, anche se può sembrare facile far passare la protesta di 80 persone come un evento marginale, l’immersione nel fronte della protesta è un microcosmo di come la disinformazione online abbia permesso alle più strampalate cospirazioni di fare breccia su un pubblico vastissimo di menti impressionabili.

“L’OMS si è resa conto che se la gente pensa che il Covid-19 sia una bufala - ammette Anna-Sophie Harling, l’amministratore delegato di NewsGuard, agenzia delle Nazioni Unite che segnala la disinformazione contro la vaccinazione – per questo diventa difficile convincerla a vaccinarsi per qualcosa che si crede non esista o che comunque non sia un problema”.

Per l’anno appena iniziato, gli esperti temono che questo universo alternativo e privo di prove concrete possa alimentare la titubanza verso il vaccino, un’arma vitale nella lotta contro il virus. “Per sconfiggere il Covid-19 dobbiamo prima avere la meglio della pandemia di sfiducia che ha costantemente ostacolato la lotta alla malattia”, ammonisce Francesco Rocca, presidente della Federazione Internazionale delle Società della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, nel corso di un briefing virtuale dell’ONU.

Il primo segno di un problema che stava insorgendo è iniziato con la chiusura di grandi zone del pianeta la scorsa primavera. Uno studio dell’Università di Oxford ha scoperto che migliaia di video di disinformazione, tra cui la clip “Plandemica” che sostiene il Covid creato in laboratorio a scopo di lucro, sono stati condivisi 20 milioni di volte sui social media tra l’ottobre 2019 e il giugno 2020.

Più o meno nello stesso periodo, QAnon - pericolosa setta online secondo cui Trump stia segretamente lottando per sconfiggere una cricca di pedofili - ha trovato una platea più ampia anche in Europa. Un’indagine della CNN ha esaminato le pagine di Facebook e i gruppi legati a QAnon con sede al di fuori degli Stati Uniti trovando almeno 12,8 milioni di interazioni tra l’inizio del 2020 e l’ultima settimana di settembre.

Con il passare dei mesi, i dibattiti contro l’uso della mascherina e i lockdown hanno cominciato a intersecarsi con le teorie cospirative. Lo scorso agosto, una marcia contro le restrizioni di Covid-19 a Berlino si è conclusa con i manifestanti che hanno preso d’assalto il Reichstag: tra la folla c'erano i sostenitori di QAnon e dimostranti che sventolavano stendardi imperiali, vessillo diventato simbolo dell’estrema destra tedesca. “È un’onda di protesta contro il liberalismo, contro la società globalizzata, contro la scienza, contro gli intellettuali, contro il multiculturalismo e tutti gli orpelli della società moderna”, aveva commentato preoccupata Anetta Kahane, fondatrice del gruppo antirazzismo “Amadeu Antonio”. 

Secondo Louise Creffield e Vince Dunmall, fondatori di “Save Our Rights UK”, un gruppo anti-lockdown inglese, i loro obiettivi sono l’isolamento, le mascherine ed i vaccini, strumenti illegali e antidemocratici. La pagina Facebook del gruppo ha pubblicato video dando spazio a teorici della cospirazione antisemita come David Icke, che ha reso popolare la teoria secondo cui una specie di lucertola eserciti il controllo sul genere umano, protetta dalla classe politica globale. Considerato uno dei più noti cospiratori del Regno Unito, Icke sostiene che la pandemia sia stata interamente pianificata: “Siamo all’apice tra qualsiasi tipo di libertà: è un fascismo che farebbe tremare persino i veri nazisti”.

“Il problema non è la libertà di parola, quanto piuttosto che teorici della cospirazione professionisti come Icke stiano sfruttando la pandemia per guadagnarsi da vivere - assicura Daniel Allington, docente senior al King’s College di Londra - quando gli è stato chiesto se dalle sue teorie traeva un guadagno, Icke si è rifiutato di commentare. Le restrizioni imposte per contenere il Covid sono state un enorme e perfetto regalo ai teorici della cospirazione che da anni parlavano di un’esistenza sotto controllo, come in “1984” di George Orwell: ogni aspetto della tua vita sarà monitorato e ci saranno terribili punizioni per che infrange le regole”.

I principali colpevoli della diffusione di queste visioni sono i social media: lo scorso maggio, uno studio del King’s College di Londra che ha analizzato i dati di tre indagini sulle cospirazioni, ha scoperto che 3 inglesi su 10 sono convinti che il virus sia stato creato in laboratorio dopo aver trovato informazioni sui social. 

“I gruppi di Facebook che spacciano disinformazione sono aumentati senza controllo, malgrado da Menlo Park, quartier generale del social, stia lottando per contenere la disinformazione e continui a oscuraresiti e pagine cospirative. Un portavoce di Facebook ha assicurato che la società adotta “misure sempre più aggressive per limitare la diffusione di informazioni errate, collegando oltre due miliardi di persone verso i canali ufficiali delle autorità sanitarie”. Secondo il portavoce, Facebook ha oscurato più di 12 milioni di profili tra marzo e ottobre e segnalato come falsi 167 milioni di post. Ma un grosso problema per i social sono i “micro-influenzatori”, i profili individuali che promuovono le teorie cospirative: “Sono complicati da individuare perché si tratta di una rete sotterranea che non è visualizzabile da un comune software di analisi”. Il vero problema è che non esiste un’unica soluzione al problema, perché l’eliminazione radicale dei post e delle pagine rischia di rafforzare le cospirazioni. “Prima del 2020, le cospirazioni erano marginali, ma ora non è più così: la marea è quasi senza controllo”.

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