Nuova Zelanda: settimana lavorativa di 4 giorni

| La proposta della premier Jacinda Ardern per permettere ai cittadini di riprendersi dal duro lockdown e ridare fiato al turismo, un settore fondamentale per l’economia

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Non stupisce che Jacinda Ardern, primo ministro neozelandese, sia uno dei premier più amati del pianeta. Presa ad esempio per la tempestiva risposta del Paese all’arrivo della pandemia varando misure dure ma capaci di contenere il numero dei contagi, ha lanciato una nuova proposta accolta come meglio non potrebbe dall’opinione pubblica.

Nel corso di una diretta dal proprio profilo Facebook, la premier ha lanciato la proposta di ridurre momentaneamente la settimana lavorativa a 4 giorni per permette ai cittadini di riprendersi dalla pandemia e al tempo stesso ridare fiato e ossigeno al turismo. La Jacinda Ardern ha raccontato di aver sentito il parere di esperti e di diversi cittadini, cercando di studiare il modo di aiutare l’industria turistica del Paese, che rappresenta il 60% del Pil.

“La domanda è: cosa abbiamo imparato dal Covid-19? Ad esempio che molta gente può lavorare da casa e l’intero meccanismo della produttività può cambiare radicalmente. Incoraggio i datori di lavoro che sono nella condizione di farlo a valutare seriamente l’idea, pensando che se qualcosa funziona per la loro azienda, significa che può essere utile a tutto il Paese”. Il premier ha aggiunto anche che la settimana lavorativa ridotta è comunque una decisione che va concordata tra i datori di lavoro e i dipendenti, ma resta il fatto che la pandemia ha mostrato una strada molto importante verso la flessibilità.

I precedenti ci sono: nel 2018, una società fiduciaria neozelandese, la “Perpetual Guardian”, ha ridotto la settimana lavorativa a quattro giorni, dopo che una ricerca ha rilevato la riduzione dello stress dei dipendenti senza intaccare la produttività.

La settimana scorsa la Ardern ha rimosso la maggior parte delle restrizioni, consentendo di fatto la riapertura di aziende e attività di ogni tipo. Oltre agli uffici, ristoranti, bar e negozi al dettaglio, così come le scuole, sono stati autorizzate alla riapertura a patto di rispettare le linee guida del distanziamento sociale. I cittadini possono anche viaggiare da una regione all’altra e organizzare eventi fino ad un massimo di 10 persone.

Nelle ultime settimane, il numero di infezioni nel Paese si è ampiamente stabilizzato: da giorni non si registrano nuovi casi, portando il conto finale a 1.503 malati e appena 21 vittime. Grazie alla tempestiva risposta alla pandemia, secondo un sondaggio della “Newshub-Reid Research”, Jacinda Ardern è il leader più popolare della Nuova Zelanda da un secolo a questa parte. La settimana scorsa, la premier ha anche avvertito che il Paese avrà un “inverno molto duro. Ma ogni inverno è seguito dalla primavera, e se facciamo le scelte giuste possiamo far tornare i neozelandesi al lavoro e permettere alla nostra economia di crescere velocemente”.

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