Accoltellato da escort, mistero sui complici incontro sado-maso finito con un omicidio

| Scenario tipo Basic Istinct. L'uomo trovato carbonizzato il 19 agosto in un'auto a Fenos, in Val d'Aosta: ucciso durante un incontro vado maso

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"L'ho ucciso a coltellate durante un rapporto sado-maso, poi ho caricato il corpo in auto e l'ho abbandonato in Italia, mi aveva umiliato, era violento, mi sono difesa". Ma non da sola, probabilmente, dopo il delitto qualcuno l'ha aiutata a organizzare il viaggio con il cadavere sino a Fenis, Val d'Aosta. Sei persone sono state sentite dalla polizia francese ma nessuna di loro è stata ancora incriminata. La vittima è un tecnico informatico francese di 52 anni, Jean Luc D., celibe, residente a Lione nel quartiere della Croix Rousse. Era sparito nel nulla il 16 agosto. Anaelle Prunier, 22 anni, specializzata in incontri sado-maso, ha confessato solo in parte quanto è accaduto. Faceva la cameriera in un locale di Ginevra ma negli ultimi tempi aveva intensificato la sua nuova attività, quella di escort di lusso. Sposata, stava per partire per il Marocco in vacanza. Geniotri sotto cho, non sopettavano della doppia vita della figlia, abilissima a nascodere la sue seconda attvità. Non ha precedenti penali di nessun tipo. La donna lavorava anche in un lussuoso alloggio di Ginevra, assieme ad alcune ragazze controllate da "amici" russi, ma anche a domicilio. L'omicidio è avvenuto nei dintorni di Divonne-les-Bains (Francia), dove il cellulare della vittima era stato agganciato dalle celle della zona per l'ultima volta, la sera del 16 agosto. La sua auto, una Peugeot 306 verde, era sparita. Trovata poi a 10 km da Saint Genis Pouilly, dopo che le telecamere avevano registrato il suo passaggio nel traforo del Monte Bianco. Le foto dei sistemi di sicurezza avevano fermato l'immagine di una ragazza alla guida, con un trucco vistoso. Il delitto, tra catene, maschere di cuoio, fruste e strumenti di tortura sarebbe avvenuto a casa della giovane, a Saint Genis Pouilly, un comune non distante dalla frontiera svizzera, sono state rinvenute tracce di sangue, il cui Dna corrisponde a quello dell'informatico lionese. C'è stato un maldestro tentativo di calcellarle, con strtati di vernice dati in frettae furia. Il cellulare dell'uomo non è più riattivato da quelle ore ma sono proseguiti i prelievi con la sua carta di credito da parte di una persona con il volto coperto, i cui movimenti risultano geo-localizzato da un telefono intestato a una donna dell'Est ma nelle mani di Anaelle. 
Il corpo era stato abbandonato e bruciato in una radura di Fenis, vicino a una pista ciclabile vietata alle auto, a 9 chilometri dal casello dell'autostrada A5 che arriva direttamente dal traforo del Monte Bianco. L'allarme da un turista che stava passeggiando con il suo cane e si era imbattuto nel cadavere carnizzato. Il medico legale Roberto Testi aveva individuato, nel corso dell'autopsia nell'obitorio di Aosta, due ferite da arma da taglio, all'altezza del collo, subito confuse con colpi d'arma da fuoco. Il corpo, avvolto in un telo, aveva subito altri traumi: fratture al bacino e alla colonna vertebrale ma dopo il decesso. Avvenuto almeno 24-48 ore prima di essere bruciato, ipotizzavano i carabinieri.  Una tempistica che corrisponde con quella descritta dalla giovane escort. Ma chi l'ha aiutata? E' impossibile che sia riuscita a fare tutto da sola. Troppo esile per trasportare il corpo, infilarlo a forza nel bagagliaio (da qui le fratture), scaricarlo nella radura e infine dargli fuoco irrorandolo con la benzina. Alle sue spalle potrebbe avere agito il racke della prostutizione d'alto bordo che fa base tra Ginevra a e la Francia.
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