ATTENTATO MANCHESTER 22 MORTI

| ORE 22,30. Verifiche della Farnesina. Kamikaze Isis si fa esplodere nel palazzetto dello Sport dove era appena finito il concerto di Ariana Grande. Vittime adolescenti e bambine, 65 feriti molti gravissimi

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At least nineteen concert-goers were killed last night and 50 injured in what was being treated as a terror attack when an explosion hit the Manchester Arena at the end of a pop show. Witnesses described hearing a huge bang shortly after 10.30pm at the entrance to the Arena as thousands of people made their way out of a concert by the American singer Ariana Grande.

Police were last night reportedly looking into the possibility a suicide bomber had carried out deadly attack, but there was no official confirmation. (The Telegraph)-
Nel frattempo il kamikaze è stato identificato dall'antiterrorismo.
E' un cittadino britannico radicalizzato da tempo. Le vittime sono ragazzine. La deflagrazione è avvenuta nel foyer, non lontano dalla biglietteria alle 22.30. Finito il concerto, la gente stava iniziando a lasciare l'Arena, tra le più grandi in Europa, che ha una capienza di circa 20 mila persone. E ieri sera, per Ariana Grande, era affollata di giovanissimi. Una sola esplosione, forttissima. Forse l'ordigno era stato riempito di chiodi e bulloni. In fuga disperata centinaia di persone che si sono dirette verso le uscite di sicurezza, per fortuna aperte. Gli attentatori avevano previsto ulteriori vittime a causa del panico nella fase dell'evacuazione. La folla si è subito riversata nelle strade adiacenti alla Manchester Arena. "Ariana aveva appena finito di cantare e stava lasciando il palco - ha raccontato un testimone alla Cnn - Mi sono guardando intorno perché ho sentito un boato, e poi tanta gente che urlava e piangeva e si riversava verso l'uscita, per allontanarsi dall'arena". Tw di Ariana Grande: "Sono sconvolta, immensamente dispiaciuta, vicino ai familiari e agli amici delle vittime". 
Cosa vuole Isis.
Vuole indurci ad avere paura, non solo ad uscire di casa ma di temere per il nostro modello di vita. Lo fa con le decapitazioni, con gli attentati in Siria e Iraq dove da noi hanno scarsa eco ma che costano decine di morti; vuole creare un un danno alle nostre economie, paralizzando le comunicazioni, cercando di indurre molti a rinunciare a viaggiare; vuole farci credere che questa è guerra vera. Ma non lo è. E' terrorismo; Isis vuole spingerci nel ventre stesso dell'odio, nella matrice alfa; vuole farci odiare i musulmani che vivono nei nostri Paesi, vuole convincerci che ogni musulmano che vive pacificamente con noi è un nemico; vuole spingerci a colpire e isolare le comunità religiose per creare una sempre più vasta ondata di odio. Mentre il Califfato sta perdendo Mosul, Raqqa, mentre sta arretrando ovunque abbia stabilito un presidio militare, vuole portarci la guerra in casa. Vuole spingerci a creare uno stato di attenzione permanente, uno Stato di polizia, creare le condizioni per nuovi massicci investimenti nella sicurezza, sapendo che le casse europee sono ancora stremate dalla crisi.
All'Occidente, a noi,  non resta che resistere e reagire. L'esempio della Francia e del Belgio e prima ancora del Regno Unito nel 2006, ai tempi dell'attacco nella metro non hanno insegnato niente agli strateghi del terrore. Riceveranno la solita lezione. L'Isis non fermerà l'Occidente. Anzi il contrario. Rafforza la stessa idea di Europa nazione unita, ci aiuta a superare le divisioni e i contrasti. Oggi vicini all'Inghilterra della May e della Brexit


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