Australia, la catastrofe del secolo

| Il Nuovo Galles del Sud dichiara lo stato di emergenza per 7 giorni, ma sono ormai decine i micidiali incendi boschivi che stanno mettendo in ginocchio il Paese

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Lo stato australiano del Nuovo Galles del Sud ha dichiarato lo stato di emergenza e potrebbe iniziare le evacuazioni forzate dalle aree colpite dal fuoco, mentre le squadre di emergenza combattono contro i fronti degli incendi e si preparano per un weekend che si annuncia molto difficile.

Il premier dello Stato, Gladys Berejiklian, ha dichiarato che lo stato di emergenza entrerà in vigore venerdì mattina, quando è previsto che le condizioni meteorologiche peggioreranno, aumentando ulteriormente il pericolo di roghi.

È la terza volta che il NSW dichiara lo stato di emergenza in altrettanti mesi: le ultime due volte, a novembre e dicembre, hanno concesso poteri straordinari al commissario dei vigili del fuoco. Una decisione che arriva a prevedere l’evacuazione forzata dei residenti, la chiusura delle strade e qualsiasi altra decisione si renda necessaria per mettere la popolazione in sicurezza. “Vogliamo essere certi di prendere ogni precauzione per essere preparati a quello che potrebbe trasformarsi un giorno orribile”.

Le evacuazioni sono già in corso: i vigili del fuoco hanno istituito una zona di contenimento che si estende dalla zona costiera di Batemans Bay al confine con lo stato di Victoria e stanno invitando tutti i turisti a presentarsi volontariamente prima di sabato, quando le temperature supereranno i 40 gradi, e insieme a siccità e venti aumenteranno il rischio di ulteriori incendi. “È un insieme di condizioni estremamente pericolose: sconsigliamo a tutti di essere in questa zona nella giornata di sabato”.

Turisti e residenti stanno dimostrando di aver preso sul serio l’allarme: le autostrade di Batemans Bay e Nowra, entrambe vicine ai grandi incendi, sono intasate da lunghe file di auto in attesa di partire, e si stima che decine di migliaia di persone si trovino nella regione, fra città e villaggi costieri molto amati dai turisti.

L’evacuazione è resa più difficile in alcune città dove le strade sono state chiuse e le comunità tagliate fuori: nello stato di Victoria, secondo il premier Daniel Andrews, ci sono 24 comunità isolate, tra cui la città balneare di Mallacoota, dove migliaia di residenti sono fuggiti dalle loro case per cercare rifugio in riva al mare. Una nave della marina militare è pronta a fare la spola per trasportare fino a 800 fra residenti e turisti in un luogo sicuro, e a questo potrebbero seguire le evacuazioni via cielo, se il fumo denso inizierà ad allontanarsi dalla zona.

Gli incendi devastano l’Australia da mesi, e difficilmente si fermeranno a breve: il Paese è nei primi mesi dell’estate, e le temperature raggiungono il picco fra gennaio e febbraio. “La stagione degli incendi ha ancora molto tempo a disposizione”, commentano in modo amaro le autorità.

Finora sono morte 17 persone in tutto il Paese, e i danni maggiori si sono concentrati nel NSW. In tutto lo stato, secondo i Vigili del Fuoco, quasi 1.300 case sono state distrutte e altre 442 sono state danneggiate. Gli incendi hanno consumato intere città e spazzato via il “bush”: i forti venti cambiano spesso direzione, alimentano le fiamme e trasportano tizzoni e scintille a grande distanza. A questo si è aggiunto un peggioramento della qualità dell’aria a Canberra, Sydney e Melbourne, grandi centri urbani soffocati da fumo denso e nebbia. Le condizioni potrebbero migliorare da lunedì, quando la pioggia dovrebbe portare un po’ di sollievo.

Secondo gli esperti, il cambiamento climatico ha peggiorato la portata e l’impatto della stagione degli incendi, e molti accusano l’amministrazione del premier Morrison di non fare abbastanza. Agli inizi dello scorso dicembre, una donna ha scaricato i resti della sua casa devastata dal fuoco davanti al parlamento australiano.

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