Australia, lo scandalo delle case di cura per anziani

| Secondo una commissione governativa incaricata di indagare, ogni settimana si verificherebbero oltre 50 fra aggressioni a scopo sessuale e violenze ai danni dei residenti

+ Miei preferiti
Una stima, che come tale si limita a dare un’idea assai imprecisa del fenomeno, ha svelato che ogni settimana in Australia si verificano più di 50 aggressioni con finalità sessuale nel settore dell’assistenza agli anziani. Le prime avvisaglie di uno scandalo che sta scuotendo nel profondo l’Australia risalgono al 2018, quando la commissione per la qualità e la sicurezza dell’assistenza alla terza età ha tolto il velo ad un radicato fenomeno di abusi e maltrattamenti verso gli anziani. La commissione avrebbe accertato circa 2.520 aggressioni avvenute in case di cura e ospiti nel biennio 2018-2019.

“Questa è una vergogna nazionale - commenta l’avvocato per i diritti civili Peter Rozen - e per quanto queste cifre siano inquietanti, le prove della mancanza di seguito da parte del dipartimento del governo australiano che riceve le segnalazioni sono, semmai, perfino peggiori”. Nei mesi scorsi i risultati fallimentari del settore della terza età sono diventati oggetto di un’enorme polemica: oltre il 75% dei 903 decessi per coronavirus in Australia si riferiscono ad anziani residenti nei centri di assistenza. Ma secondo l’avvocato Rozen le prove che dimostrano una “condotta sessuale illegale” è motivo di forte preoccupazione, aggiungendo che si ritiene colpisca fra il 13 e il 18% degli anziani che necessitano assistenza. “Molte famiglie hanno scelto di affidare i loro parenti più anziani o vulnerabili in case di cura, nella convinzione che sarebbero stati più al sicuro, ed è del tutto inaccettabile che è costretto nelle case di riposo sia esposte a un rischio di aggressione sostanzialmente più elevato rispetto a chi vive nelle nostre comunità”.

Nel complesso, gli investigatori hanno stimato che in un anno si siano verificate oltre 32.000 aggressioni tra fisiche, sessuali ed emotive, perpetrati da infermieri, badanti o da residenti stessi.

La commissione reale, principale forma di indagine australiana, è stata istituita nel 2018 dopo una serie di scandali avvenuti nelle strutture sovvenzionate dal governo. Da allora, ha ricevuto più di 10.000 segnalazioni che hanno dato un quadro dei problemi del personale, dell’eccessivo carico di lavoro e dell’inadeguatezza dell’assistenza.

In un rapporto pubblicato lo scorso ottobre chiamato “Neglect”, l’inchiesta ha rilevato che il sistema non è riuscito a prendersi cura dei “nostri cittadini più anziani, spesso molto vulnerabili. Non è in grado di fornire un’assistenza sicura e di qualità uniforme: in troppi casi, semplicemente trascura le necessità delle persone nella terza età”.

Ma quest’anno la pandemia ha aumentato in modo esponenziale i problemi all’interno del sistema: ci sono state forti critiche verso lo scarso interesse delle autorità sanitarie verso una fascia di cittadini assai vulnerabile, culminate con una vera strage di anziani colpiti dal virus in decine di case di riposo. Il governo Morrison ha risposto assicurando di essere pronto a e disposto a migliorare la sicurezza aumentando i finanziamenti per rendere più sicure le strutture che si prendono cura degli anziani. I risultati conclusivi delle indagini della commissione saranno pubblicati nel febbraio del prossimo anno.

Mondo
Giappone, più suicidi che vittime del Covid
Giappone, più suicidi che vittime del Covid
Il mese scorso si sono tolte la vita più persone di quante ne abbia uccise il virus. E le donne sono state le più colpite
Si aprono le porte della galera per tre giovani attivisti di Hong Kong
Si aprono le porte della galera per tre giovani attivisti di Hong Kong
Joshua Wong, Ivan Lam e Agnes Chow si sono dichiarati colpevoli nel corso del processo a loro carico per una manifestazione non autorizzata. Rischiano 5 anni di galera ma assicurano: “Non molleremo”
Australia: un rapporto svela le «squadre della morte»
Australia: un rapporto svela le «squadre della morte»
Un’inchiesta durata quattro anni ha accertato che tra il 2009 ed il 2013, le truppe d’élite dei “SAS” hanno ucciso senza motivo civili afghani. “È la prova che esiste una cultura distorta e violenta”
Nuova Zelanda, la prima donna Māori in parlamento
Nuova Zelanda, la prima donna Māori in parlamento
L’amatissima premier Jacinda Ardern ha scelto come ministro degli esteri una donna indigena: quello neozelandese è uno dei governi più aperti e inclusivi del mondo
Dramma in Brunei: muore a 38 anni uno dei figli del sultano
Dramma in Brunei: muore a 38 anni uno dei figli del sultano
Rampollo di una delle famiglie più ricche del pianeta, inseguito dalla fama di playboy e assiduo frequentatore della mondanità più esclusiva, si è spento a 38 anni per una grave malattia
Il mistero di Ri Sol-ju, la «venerabile first lady» nordcoreana
Il mistero di Ri Sol-ju, la «venerabile first lady» nordcoreana
Della moglie di Kim Jong-un, su cui aleggia da sempre il più fitto mistero, non si sa più nulla dal gennaio scorso. Sul suo destino circolano diverse teorie, una peggiore dell'altra
Thailandia, tre giorni di tempo al premier per dimettersi
Thailandia, tre giorni di tempo al premier per dimettersi
È un botta e risposta tra il governo e il fronte della protesta: i militari si dicono pronti a revocare lo stato di emergenza, i manifestanti rispondo con un ultimatum, o sarà il caos
Pistorius, l’unico desiderio il perdono
Pistorius, l’unico desiderio il perdono
Bill Schroder, un amico del paratleta in galera per l’omicidio della fidanzata Reeva, svela che Oscar non spera di uscire di prigione, ma di essere perdonato dalla famiglia della ragazza
Beirut, una delle esplosioni più forti della storia
Beirut, una delle esplosioni più forti della storia
Calcoli alla mano, è una delle più potenti di sempre, seconda soltanto a quelle delle atomiche sganciate sul Giappone. In pochi istanti, le quasi 3.000 tonnellate di nitrato di ammonio hanno liberato una forza pari a 500 tonnellate di TNT
L’Interpol sulle tracce dell’erede «Red Bull»
L’Interpol sulle tracce dell’erede «Red Bull»
Nel 2012 travolge e uccide un uomo, ma la ricchissima famiglia versa fiumi di denaro per salvarlo dalla galera. Ma i thailandesi non ci stanno e la polizia formula nuove accuse accompagnate da un mandato di cattura internazionale