Beirut: la «bomba galleggiante»
che faceva paura

| Il carico di nitrato di ammonio sequestrato ad un cargo russo era stato più volte segnalato, ma ignorato dalla burocrazia

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Alla conta dei danni e delle vittime, muove i primi passi l’indagine sulla devastante esplosione che ieri ha messo in ginocchio Beirut, la capitale deli Libano. Al momento, i sospetti di una possibile matrice terroristica non sembrano trovare fondamento, mentre da più parti gli indizi si concentrano su un’unica, possibile causa: l’enorme carico di fertilizzante agricolo che secondo le autorità giaceva immagazzinato da anni nel porto di Beirut senza alcuna misura di sicurezza, malgrado i continui avvertimenti dei funzionari locali.

Diversi documenti svelano che un carico di 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio era arrivato nel 2013 a Beirut a bordo di una nave di proprietà russa, la “MV Rhosus”, partita da Batumi, Georgia, il cui carico era destinato al Mozambico. Nel corso di una sosta in Grecia per rifornimento, l’armatore aveva comunicato all’equipaggio la necessità di una sosta a Beirut per ritirare un carico supplementare necessario per coprire le spese di viaggio. Giunta in Libano, la MV Rhosus era stata messa sotto sequestro dalle autorità portuali per “gravi violazioni nella gestione del carico”, tasse non pagate e le denunce presentate dall’equipaggio. Da allora, non ha mai ripreso il mare.

I marinai erano rimasti sulla nave per 11 mesi con poche provviste, costretti addirittura a vendersi il carburante e poco dopo il sequestro ad abbandonare la nave per essere rimpatriati dall’ambasciata.

Una volta giunta in porto, la nave non ha mai lasciato Beirut, diventando per tutti “la bomba galleggiante”. “A causa dell’estremo pericolo rappresentato dal carico immagazzinato in condizioni climatiche non idonee, ribadiamo la nostra richiesta alle Autorità Portuali di trasferire immediatamente le merci per mantenere la sicurezza del porto e di coloro che vi lavorano”, aveva scritto Chafic Merhi, capo dell’autorità portuale in una lettera del 2016 indirizzata ad un magistrato.

Forse il paragone più vicino all’esplosione di Beirut, in termini di grandezza, è un’esplosione avvenuta Texas City nel 1947, causata da 2.300 tonnellate di nitrato di ammonio: l’incendio causò un’esplosione ed una serie di incendi costati la vita a oltre 400 persone.

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